Dimesso

A maggio Seriozha ha avuto un infarto.

A causa della poliartrite degenerativa, prende tanti farmaci che purtroppo hanno un forte effetto negativo sul cuore.

Il suo spirito non è proprio combattivo. Persino mi ha scritto, chiedendo quando vengo: “Riuscirò a rivederti ancora una volta?”

I medici gli hanno prescritto un mucchio di medicine che dovrà assumere a vita.

Nel pensionato geriatrico dove vive gli possono fornire solo alcune di queste e non gli analoghi migliori.
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Ecco come stanno le cose…

Aiutiamo Seriozha dalla primavera del 2015. Non mi piace la parola “assistito”, anche perché Seriozha da tempo è diventato per noi una persona molto vicina. Non so nemmeno come definirlo.

Nell’estate 2014 Seriozha ha perso la casa a Khryashchevatoe, poi ha perso una gamba, per colpa di un trauma e di una malattia della quale soffre da tempo.

Adesso vive nel pensionato geriatrico di Lugansk.

Si possono leggere tutti i post con la sua storia qui

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Avrà bisogno di assumere regolarmente le medicine.

Se volete inviare i soldi per lui, specificate nella nota “Kutsenko”.

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

“Faceva paura.”

Lena è andata a trovare il nostro Seriozha. Dalla terapia intensiva è stato trasferito in una camera comune.

Quanto ci ha spaventato, questo mascalzone.

Scherza ed impreca, ma senza malizia, e ovviamente è il trascinatore della compagnia nella camera. Non ho mai incontrato una persona che conosce tutte le barzellette nel mondo. Le raccolgo, per sorprenderlo, ed è molto raro che non le conosca. Quasi sempre, alla seconda parola inizia a raccontare al mio posto. Così fa divertire tutti i pazienti della camera ospedaliera.

Solo una delle infermiere riesce a farlo alzare. Seriozha sempre risponde: “La sposerò, è mia!”

Tipico di lui.

Gli fanno iniezioni d’eparina, gli danno delle pillole. Hanno prescritto un sacco di farmaci ed è importante che li prenda.

“Faceva paura. Un maglio premeva sul cuore e scottava come il fuoco,” – così Seriozha ha avuto l’infarto.

Avevo tanta paura che dopo la visita Lena avrebbe detto che Seriozha era completamente depresso. Ma questo “la sposerò” dà speranza.

A Seriozha manca il suo “carro armato” (la carrozzina elettrica che gli è stata regalata – NdT), e sempre cercava di scappare dall’ospedale.

Adesso è il periodo migliore per le passeggiate dalla mattina alla sera. A Lugansk il tempo è perfetto – ancora non è arrivato il caldo cocente estivo e tutto è coperto del verde.

Vicino al pensionato geriatrico c’è un fantastico bosco – grande e bello. Ci sono tanti sentieri e la sua carrozzina elettrica può passare di lì.
Non ho visto Seriozha senza camicia da tanto tempo e guardando le sue articolazioni nelle foto sono rimasta male.

Queste sono le notizie.

Se qualcuno non sa di chi si tratta, è il nostro Seriozha – già da tempo un’anima cara per molti dei nostri lettori. L’abbiamo conosciuto tre anni fa. All’epoca abitava da solo, senza famiglia, nel villaggio di Khryashchevatoe, in una baracca senza acqua e senza luce. Perché in una baracca? Perché ha perso la casa durante un bombardamento da parte delle forze armate ucraine. Il villaggio è stato completamente distrutto nell’estate 2014. Se passi per la via centrale puoi vederne le rovine…
Seriozha soffriva di poliartrite e camminava con difficoltà. Dopo la nostra partenza è caduto ed è stato così, per terra, per 24 ore. I vicini non sentivano le sue grida, il cellulare era scarico. Poi l’hanno portato all’ospedale, ma non sono riusciti a salvargli la gamba. La cosa più importante però è che è sopravvissuto. La sua situazione era molto grave e allora abbiamo deciso di istituire una tutela di lui. L’abbiamo fatto ricoverare nel pensionato geriatrico e lo aiutiamo sempre. Ne racconto regolarmente in questo blog. D’autunno Natasha ha praticamente dato una seconda vita a Seriozha, regalando una nuova carrozzina elettrica tedesca, che tra noi chiamiamo “carro armato”. Da giovane Seriozha faceva il servizio militare come carrista ed era anche maestro di pugilato.
Tutti i post a proposito di Seriozha si trovano qui
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Grazie a tutti quelli che ci aiutano! Se volete inviare i soldi per aiutare Seriozha, specificate nella nota “Kutsenko”

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).

L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Forza, Seriozha!

Seriozha ha avuto un infarto.

Adesso sta in terapia intensiva. Nessuna visita è ammessa, il suo stato è stabile.
Parliamo per telefono ma, sinceramente, siamo shoccate.

I medici sospettano che l’infarto sia stato causato dall’antidolorifico che prende regolarmente per il dolore alle articolazioni.

Si sa che provoca infarti ed ictus…

Non sono un medico, non lo posso commentare.

Se avessimo saputo…

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Seriozha, come sapete dai miei post soffre di poliartrite e negli ultimi mesi il dolore alle articolazioni è diventato più forte, le mani funzionano molto male.

Abbiamo scoperto che ha dei problemi con l’ostruzione intestinale.

Cerchiamo di sostenerlo il meglio possibile…
Ultimamente mi ha scritto ma non ho mai avuto tempo di rispondergli come si deve…
Ma come si fa, Seriozha?

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Sì, ha bisogno delle medicine, delle salviette umide, delle traverse monouso. Abbiamo già mandato il necessario richiesto dai medici. Sembra che i farmaci nell’ospedale ci siano, ma non bastino per tutti…

Ecco.

Pregate per il nostro Seriozha.

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Quando ci inviate i soldi specificate nella nota “Kutsenko”.

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).

L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Brutte notizie. Lugansk

Bajdushev Emeljan Vasilyevich, al quale a marzo abbiamo portato una sedia a rotelle e dei prodotti alimentari, è venuto a mancare.

D’estate, la sua casa a Khryashchvatoe, è stata completamente distrutta. Per fortuna lui si trovava in quel momento insieme a sua moglie nell’orto. Questo gli ha salvato la vita. Ma è stato ferito dalle schegge – la gamba è tutta coperta di ferite. L’icore trasudava sempre e le ferite non guarivano – perché non si asciugavano. Soffriva dei dolori terribili, ma non c’erano dei soldi per le medicine.

Sua moglie ha perso due sorelle, una di esse è stata uccisa sul posto – con un colpo di mortaio, nell’orto, durante il bombardamento del villaggio. Il suo corpo è rimasto nell’orto per un mese e mezzo, finché la linea di fuoco non si è allontanata dal villaggio. Non potevano nemmeno seppellirla durante questo inferno. La seconda sorella è morta d’infarto il primo giorno della tregua.
Adesso Klavdia Mikhaylovna è rimasta da sola, vive in una casa collettiva a Lugansk.
Comprendere questo è impossibile. Il cervello rifiuta di capire.

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C’è un’altra notizia… Durante il viaggio precedente, in aprile, a Khryashchevatoe, abbiamo conosciuto Sergey Vladimirovich Kutsenko, che abbiamo aiutato con gli alimentari e con le stampelle. Una persona molto solare, forte e resistente. A Mosca abbiamo già iniziato a raccogliere per lui le medicine, i vestiti, il necessario per vivere.

Ieri Zhenya, il mio collega e amico di Lugansk, è passato a trovarlo e lasciargli dei generi alimentari. Soffre di poliartrite progressiva, cammina con grandi difficoltà. La sua casa è stata completamente distrutta d’estate durante un bombardamento. Vive in una baracca, senza luce, senza acqua e senza gas. Ogni passeggiata per lui è una tortura, perché la strada è piena di buche, affossature. I vicini gli portano l’acqua, ma le condizioni generali sono insopportabili.
È solo, non ha nessuno. Ecco cosa mi ha scritto ieri Zhenya:
“L’altro ieri è caduto dallo scalino d’ingresso (si regge in piedi con difficoltà) e, disgraziatamente, si è rotto la gamba. Frattura aperta. L’osso sporge dall’anca. La sua baracca è senza luce da 9 mesi e mezzo. Il cellulare è completamente scarico. Non poteva chiamare nessuno, a malapena ha strisciato nella camera… È rimasto lì per 24 (!) ore finché non è stato trovato. I medici hanno fatto tutto il possibile, adesso è in terapia intensiva. L’abbiamo visitato, abbiamo parlato con i medici. Hanno detto che nell’arco di dieci giorni sarà chiaro se sarà possibile salvare la gamba o no. È stato danneggiato un ganglio e dei vasi particolari (non mi ricordo il nome). Ho lasciato il mio numero, ho chiesto di chiamare se serve qualcosa…”
I ragazzi dicono che quando ha sentito di me, si è messo a sorridere. Nonostante i dolori…
Per adesso i medici dicono che la possibilità di amputazione è del cinquanta per cento.
Come mai, Sergey Vladimirovich?

Porteremo tutto che serve, la prego di resistere!

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Da solo

Kutsenko Sergey Vladimirovich.

La sua casa è stata completamente distrutta già in agosto durante un tiro d’artiglieria. Non ha una famiglia, vive da solo in una baracca…

Le ragazze del consiglio rurale di Khryashchevatoe ci aiutavano a distribuire gli aiuti umanitari.

– Sta male da tanto tempo, qualcosa con le gambe. Sarà cancrena o qualcosa del genere. Non lo so.

Arriviamo a una casa a un piano, ma non lo troviamo.

– Non sarà lontano.

Sergey Vladimirovich stava camminando con una stampella, rotta e fissata con il nastro adesivo. Stava camminando a malapena – dappertutto ci sono dei sassi, delle buche, le gambe gli cedono. Anche la stampella si reggeva a malapena e si piegava.

E nel villaggio non c’era né elettricità, né acqua.

Non so perché, ma mi ha colpito tanto.

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Proprio lui.

Quando ero piccola, adoravo gli uomini con baffi. Papà non portava mai i baffi. A me invece piacevano tantissimo. Ho sempre desiderato che lui li avesse. Mi ricordo il giovane padre di una mia amica, con i baffi, – lo adoravo. Tutti mi prendevano in giro.

Quando ho visto Sergey Vladimirovich, dentro tutto è andato sottosopra. Era qualcosa da quei tempi. Dai ricordi dell’infanzia. Proprio quelle sensazioni dal passato.

L’abbiamo visitato per ultimo – dopo tanti anziani, disabili, dopo tante storie terrificanti. Ma proprio lui mi si è impresso nella memoria in un modo particolare.

Ha uno sguardo meraviglioso – forte, d’acciaio. Non suscita pietà. Ma il cuore si stringe.

Una stanzetta piccola. Un letto, 2 sedie, un tavolo…

– Scusate il disordine, vita da scapolo.

E sorride – ha un sorriso affascinante. Cammina a malapena, le gambe gli cedono. E si preoccupa per il disordine.

Vive da solo, cucina per sé stesso. I vicini gli portano l’acqua.

Passa sempre più tempo a letto – ha dei dolori fortissimi.

La stanza è ordinata, quasi tutto sta al suo posto. Accanto al letto c’è una stufetta con la teiera sopra…

– Posso fotografarla?

Sergey Vladimirovich tira fuori un pettine – attaccato a una barretta di legno, probabilmente così gli è più facile usarlo…

-Che cos’ha alle gambe?

– Poliartrite progressiva. L’ho trascurata. Ha iniziato già negli anni 90.

Ci osserva.

– Ecco, bisogna prendersi cura della salute da giovani. Da dove siete venuti, ragazzi?

– Da Mosca.

– Ho fatto lì il servizio militare, in un reggimento carrista. Eh, Mosca…

E sorride.

Ah sapete, ha un certo orgoglio. Alcune nonne iniziano a piangere, spesso apposta, cercando di far impietosire.

Sergey Vladimirovich è fatto di un altra pasta. La sua gratitudine è diversa, è così sincera e genuina, che ti stringe il cuore.

Voleva assolutamente accompagnarci, voleva venire con noi. Ma per lui è un dolore insopportabile, è molto pesante. E poi quella maledetta stampella.

– Sergey Vladimirovich, verremo ancora a trovarla.

Quando siamo tornati a casa, ho iniziato subito a raccontare di lui, con eccitazione. Insieme a noi a casa di Zhenya c’era Galya Sozanchuk, un’eroina, una giornalista, la quale, come me, raccoglie gli aiuti tramite reti sociali, in particolare- tramite Facebook, e poi da sola li porta nel Donbass. Si può dire che siamo colleghe. Galya, ti ringrazio di cuore!

Galya ha reagito subito.

– Ho delle stampelle, qualcuno a Mosca le ha portate.

Il giorno seguente siamo venuti da Sergey Vladimirovich con le nuove stampelle e con due sacchi di cibo.

– Ho un livello di adrenalina, figliola… non so nemmeno come spiegare…

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Vive in condizioni davvero difficili, ha bisogno delle terapie e delle medicine. Lo verremo a visitare ancora e cercheremo di aiutarlo non sono con gli alimentari, ma anche migliorando le sue condizioni di vita. Perché ha perso tutto e vive completamente da solo.