“Basterà per due mesi”

Lana si è sposata presto. È andata lontano da casa, per stare con l’uomo che amava. Poi è rimasta incinta. Quasi subito il marito ha iniziato a picchiarla. Le botte erano così forti che la ragazza, appena è nata sua figlia, è scappata con la neonata dalla madre e da allora vivono in tre in via Pobedonosnaya a Lugansk.

Chi è sopravvissuto all’agosto del 2014 nella Repubblica Popolare di Lugansk sa che in quel periodo la città era bombardata tutti i giorni. Lana ha raccontato che mentre stava facendo la fila per prendere l’acqua, sotto i suoi occhi, “una donna fu spaccata in due da una mina”.

Nella città non c’erano né luce, né acqua, né connessione.

Si può sopravvivere senza tante cose, ma non senza pane e senza acqua.

Le persone uscivano di casa e così diventavano bersagli.

Mi ricordo molto bene come mi descrivevano l’agosto gli abitanti locali, incluso Zhenya, nel 2014, subito dopo gli eventi. La gente non riusciva a parlarne. Le voci si imbrogliavano, tremavano, le lacrime scendevano. Zhenya: “Questo era un “divertimento” dei liberatori, sparare sulle persone che stavano facendo la fila per l’acqua, per il pane, nei luoghi dove c’era la connessione per i cellulari. Lì si radunavano centinaia di persone, per far sapere ai parenti o agli amici che erano ancora vivi. I cecchini lavoravano a tutto spiano.”

Mi ricordo il racconto di Zhenya, come saliva sul tetto per la connessione, per poter inviare un messaggio “sono vivo”. La connessione non c’era, ma si vedeva bene come veniva bombardata la città.

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E dopo il periodo più duro per Lugansk, Raisa Petrovna, la madre di Lana, ha avuto un ictus. Quante storie del genere abbiamo sentito, quante persone sono state colpite in questo modo dopo le più dure azioni belliche? Quanti sono morti così?

Dopo l’ictus, aveva bisogno della terapia. Non avevano soldi per le medicine – raccoglievano aiuti da amici e vicini di casa, questi debiti non sono stati ancora pagati. I medici non davano alcuna speranza che sarebbe riuscita ad alzarsi. La donna stava sempre allettata, non parlava, ma la figlia e la nipote sono riuscite ad alzarla in piedi. Adesso, anche se con difficoltà, lei cammina. I medici non volevano crederci.

Ogni primavera e ogni autunno deve fare un corso di terapia con Ceraxon e Mexidol. Anche Lana ha problemi di salute, deve fare degli esami. Non ha un lavoro normale, sopravvive con dei lavori saltuari. I soldi per gli esami e le medicine non ci sono.

Quando le donne hanno visto la quantità di alimenti portati dai nostri ragazzi, hanno detto che sarebbero bastati per due mesi! Guardate le foto, non è poi così tanto alla fine…

Si vergognavano di accettare gli aiuti, Zhenya l’ha convinte con difficoltà…

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I nostri aiuti umanitari.

Grazie a voi, amici!

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook  o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).

L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Leggete, per favore

 

Ci sono dei post difficili da scrivere, perché è duro, perché qualsiasi dettaglio della storia trasmette solo disperazione. Prima ti colgono le emozioni e poi arriva il vuoto cupo, dove si sente solo il battito delle dita sulla tastiera. Non è un post del genere, non vi spaventate. Apritelo, leggetelo per favore perché è solo per questo che io insieme ai miei amici abbiamo iniziato tutto ciò.

Questo post è sulla disperazione e sul miracolo.

A luglio abbiamo scritto un post su Natasha. Sono pochi i post sull’aiuto ai bisognosi che riscuotono tale interesse. Mi hanno contattata tante persone che volevano aiutare Natasha. Non ho mai visto tanta affluenza nel mio blog e grazie a questo, siamo riusciti ad aiutare questa donna.

Ho scritto “donna”, ma in realtà è una ragazza, ha 34 anni. Ha vissuto così tante disgrazie che a molti sarebbero bastate per più vite.
Il marito di Natasha si unì alla milizia popolare durante i primi giorni guerra. Fu ucciso. A causa  dei bombardamenti la loro casa è diventata inagibile ed insieme ai suoi figli è stata accolta nella vecchia casa di alcuni conoscenti. Natasha soffre di epilessia, da quando è iniziata la guerra nel 2014 gli attacchi sono diventati più forti. Il risultato è stato che ha perso ogni nuovo posto di lavoro e le è comparsa una cisti sulla testa. È stata operata e le hanno messo una placca…

I soldi per la placca sono stati raccolti dalla madre chiedendo prestiti a vicini e conoscenti. Ultimamente Natasha ha sempre vissuto dovendo fare i conti con i debiti – era indebitata fino al collo: con i negozi e con i conoscenti… Nessun lavoro, nessun denaro…

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Però devo raccontare tutto come si deve: poco fa è arrivato il risultato dell’istologia ed… è negativo! A Natasha è stata riconosciuta l’invalidità, ciò significa 2100 rubli al mese in più.

A settembre deve fare un nuovo esame dopodiché sarà prescritta una terapia.

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E grazie a voi, ha potuto ripagare tutti i debiti!!! Quelli con i vicini per la placca, e quelli con i negozi dove comprava i prodotti alimentari e la cosa più importante è che continuiamo ad aiutarla e aiuteremo con le medicine e le terapie necessarie.

Nelle foto Natasha è con i soldi, ma non è proprio così. Lena insieme a Natasha hanno restituito tutti questi soldi… Non so nemmeno come raccontarlo… Non menzioniamo queste persone su loro richiesta. Quasi tutti capivano la situazione di Natasha, nessuno le metteva fretta con la restituzione del debito. Si comportavano in modo umano, decente. Potreste dire che è una reazione normale, ma non lo è. Purtroppo, nelle situazioni del genere, le persone si comportano orribilmente. I parenti abbandonano i parenti. Quante volte ho scritto nel mio blog di figli o genitori abbandonati?

In realtà, nella Repubblica di Lugansk, la gente è speciale.

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Lì, la vita è diversa, è difficile descriverla con le parole e gli esempi. È una sensazione sottile diffusa nell’aria. La sensazione delle persone che hanno vissuto la guerra, i bombardamenti. Lì tutto è sul serio, senza inganni, le persone da quelle parti veramente sanno cosa vuol dire la parola disgrazia.

Lì non sprecano il fiato per le sciocchezze insignificanti che preoccupano tutti noi e le persone sono di un’empatia incredibile, perché hanno un concetto molto preciso della disgrazia.

Vorrei parlare anche delle persone che hanno risposto al post su Natasha. La maggioranza di chi mi ha scritto non sono persone ricche. Una gran parte delle somme inviate era di 200, 300 e 500 rubli. Le persone mi chiedevano di aspettare che arrivassero i soldi della pensione. Mi scrivevano da diverse città.

Amici, vi adoro! Grazie a voi che ci siete!

Così vinceremo!!!

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Amici, lettori – grazie dell’aiuto per Natasha!

Natasha ci ha chiamato una decina di volte, ringraziando costantemente, senza capire bene che sta succedendo. Secondo Zhenya, c’era, ovviamente, uno shock e l’incomprensione dell’accaduto.

Natasha invece sta sognando una cosa sola – tornare al lavoro. “Aiutatemi a trovare un lavoro, qualsiasi. Sono d’accordo a fare tutto, anche a pulire le scale!”

Non è molto chiaro per adesso come aiutarla, perché in questo periodo non può chinarsi, deve evitare di surriscaldarsi, di sollevare i pesi, di innervosirsi, ecc.

Mi leggono tante persone di Lugansk – magari, qualcuno ha delle idee su come Natasha possa essere utile?

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Medicine:

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Certificati medici:

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).
Se volete inviare i soldi per lei, specificate nella nota “Natasha”.
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Natasha

Ogni riga di questo testo è piena di fatti che messi insieme sono difficili da comprendere. È un orrore che gela il sangue. Non riesco a capire perché succede così, perché alcune persone devono subire così tanto dolore, così tanta disperazione e disgrazia. È difficile credere che sia possibile.

Natasha soffre di epilessia da quando è nata. Prima della guerra nel Donbass gli attacchi erano molto rari ma dopo il 2014 sono diventati costanti. Natasha lavorava all’ufficio postale ma dopo il primo attacco di epilessia le chiesero di lasciare il lavoro, poi fu sempre peggio: ad ogni episodio epilettico seguiva il licenziamento. Non esiste nessuna tutela dei contratti, il lavoro nella regione è scarso e per ogni posto ci sono file di candidati. Un datore di lavoro non ha bisogno di un disabile. Natasha è, tra l’altro, una mamma single che deve prendersi cura oltre che dei suoi due figli anche della loro nonna.

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A causa dello stress costante e della paura di perdere il lavoro, le è cresciuta una cisti in testa che le ha deformato il viso.

All’ospedale le dissero che aveva bisogno della trapanazione del cranio e di una placca che le sarebbe costata 20 mila rubli. Per Natasha quella somma era enorme, a fronte di una pensione di 2900 rubli percepita con la quale la sua famiglia compra gli alimenti, i vestiti e paga le bollette. Oltre al pagamento della placca, ci sono anche quasi tutti le analisi e gli esami. Purtroppo, Natasha e la sua famiglia, sono indebitate fino al collo.
Quando le dissero dei 30 mila rubli necessari, Natasha si sentì morire, ma sua madre chiese aiuto a tutti gli amici, vicini, conoscenti, e riuscì a raccogliere tutta la somma. Per fortuna.

Natasha è stata operata, ora bisogna aspettare il risultato dell’istologia.

Natasha non è stata abbandonata dal proprio marito scappato dalla guerra alla ricerca di una vita migliore. Il suo uomo si unì quasi subito alla milizia popolare e andò a proteggere la propria casa rimanendo ucciso, quella casa che dopo un bombardamento è diventata inagibile. Lei non riesce nemmeno a parlarne dal dolore… Natasha vive con i figli e la madre nella casa semidistrutta di alcuni conoscenti. Nelle foto si vede che manca persino la carta da parati, di lavori di rinnovamento non se ne parla.

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Vivono in 4 con la pensione della nonna di 2900 rubli. Quando sarà pronto il risultato dell’esame istologico le potranno assegnare una pensione. Al momento la famiglia letteralmente sopravvive e Natasha ha bisogno di assumere alcune medicine.
Quando la donna ha visto i prodotti alimentari che le hanno portato Zhenya e Lena, si è messa a piangere.

Io non c’ero, me lo hanno raccontato i ragazzi. Ma mi ricordo benissimo come portammo per la prima volta i prodotti alimentari a Pervomajsk nel 2014 e una donna anziana in uno dei rifugi sotterranei piangeva e mi prendeva la mano per ringraziarmi.

Il cuore mi si stringe per le emozioni che iniziano a soffocare.
Che sia maledetta questa guerra di merda.
Non ho più parole, non so che altro si può aggiungere.
È un inferno senza via d’uscita.

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Estratti dell’anamnesi di Natasha.
Se volete inviare i soldi per lei, specificate nella nota “Natasha”.
Grazie a tutti quelli che contribuiscono al nostro aiuto, a chi mi legge e non rimane indifferente di fronte a questa ferita inguaribile.

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

 

Dimesso

A maggio Seriozha ha avuto un infarto.

A causa della poliartrite degenerativa, prende tanti farmaci che purtroppo hanno un forte effetto negativo sul cuore.

Il suo spirito non è proprio combattivo. Persino mi ha scritto, chiedendo quando vengo: “Riuscirò a rivederti ancora una volta?”

I medici gli hanno prescritto un mucchio di medicine che dovrà assumere a vita.

Nel pensionato geriatrico dove vive gli possono fornire solo alcune di queste e non gli analoghi migliori.
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Ecco come stanno le cose…

Aiutiamo Seriozha dalla primavera del 2015. Non mi piace la parola “assistito”, anche perché Seriozha da tempo è diventato per noi una persona molto vicina. Non so nemmeno come definirlo.

Nell’estate 2014 Seriozha ha perso la casa a Khryashchevatoe, poi ha perso una gamba, per colpa di un trauma e di una malattia della quale soffre da tempo.

Adesso vive nel pensionato geriatrico di Lugansk.

Si possono leggere tutti i post con la sua storia qui

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Avrà bisogno di assumere regolarmente le medicine.

Se volete inviare i soldi per lui, specificate nella nota “Kutsenko”.

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

“Faceva paura.”

Lena è andata a trovare il nostro Seriozha. Dalla terapia intensiva è stato trasferito in una camera comune.

Quanto ci ha spaventato, questo mascalzone.

Scherza ed impreca, ma senza malizia, e ovviamente è il trascinatore della compagnia nella camera. Non ho mai incontrato una persona che conosce tutte le barzellette nel mondo. Le raccolgo, per sorprenderlo, ed è molto raro che non le conosca. Quasi sempre, alla seconda parola inizia a raccontare al mio posto. Così fa divertire tutti i pazienti della camera ospedaliera.

Solo una delle infermiere riesce a farlo alzare. Seriozha sempre risponde: “La sposerò, è mia!”

Tipico di lui.

Gli fanno iniezioni d’eparina, gli danno delle pillole. Hanno prescritto un sacco di farmaci ed è importante che li prenda.

“Faceva paura. Un maglio premeva sul cuore e scottava come il fuoco,” – così Seriozha ha avuto l’infarto.

Avevo tanta paura che dopo la visita Lena avrebbe detto che Seriozha era completamente depresso. Ma questo “la sposerò” dà speranza.

A Seriozha manca il suo “carro armato” (la carrozzina elettrica che gli è stata regalata – NdT), e sempre cercava di scappare dall’ospedale.

Adesso è il periodo migliore per le passeggiate dalla mattina alla sera. A Lugansk il tempo è perfetto – ancora non è arrivato il caldo cocente estivo e tutto è coperto del verde.

Vicino al pensionato geriatrico c’è un fantastico bosco – grande e bello. Ci sono tanti sentieri e la sua carrozzina elettrica può passare di lì.
Non ho visto Seriozha senza camicia da tanto tempo e guardando le sue articolazioni nelle foto sono rimasta male.

Queste sono le notizie.

Se qualcuno non sa di chi si tratta, è il nostro Seriozha – già da tempo un’anima cara per molti dei nostri lettori. L’abbiamo conosciuto tre anni fa. All’epoca abitava da solo, senza famiglia, nel villaggio di Khryashchevatoe, in una baracca senza acqua e senza luce. Perché in una baracca? Perché ha perso la casa durante un bombardamento da parte delle forze armate ucraine. Il villaggio è stato completamente distrutto nell’estate 2014. Se passi per la via centrale puoi vederne le rovine…
Seriozha soffriva di poliartrite e camminava con difficoltà. Dopo la nostra partenza è caduto ed è stato così, per terra, per 24 ore. I vicini non sentivano le sue grida, il cellulare era scarico. Poi l’hanno portato all’ospedale, ma non sono riusciti a salvargli la gamba. La cosa più importante però è che è sopravvissuto. La sua situazione era molto grave e allora abbiamo deciso di istituire una tutela di lui. L’abbiamo fatto ricoverare nel pensionato geriatrico e lo aiutiamo sempre. Ne racconto regolarmente in questo blog. D’autunno Natasha ha praticamente dato una seconda vita a Seriozha, regalando una nuova carrozzina elettrica tedesca, che tra noi chiamiamo “carro armato”. Da giovane Seriozha faceva il servizio militare come carrista ed era anche maestro di pugilato.
Tutti i post a proposito di Seriozha si trovano qui
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Grazie a tutti quelli che ci aiutano! Se volete inviare i soldi per aiutare Seriozha, specificate nella nota “Kutsenko”

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).

L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Forza, Seriozha!

Seriozha ha avuto un infarto.

Adesso sta in terapia intensiva. Nessuna visita è ammessa, il suo stato è stabile.
Parliamo per telefono ma, sinceramente, siamo shoccate.

I medici sospettano che l’infarto sia stato causato dall’antidolorifico che prende regolarmente per il dolore alle articolazioni.

Si sa che provoca infarti ed ictus…

Non sono un medico, non lo posso commentare.

Se avessimo saputo…

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Seriozha, come sapete dai miei post soffre di poliartrite e negli ultimi mesi il dolore alle articolazioni è diventato più forte, le mani funzionano molto male.

Abbiamo scoperto che ha dei problemi con l’ostruzione intestinale.

Cerchiamo di sostenerlo il meglio possibile…
Ultimamente mi ha scritto ma non ho mai avuto tempo di rispondergli come si deve…
Ma come si fa, Seriozha?

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Sì, ha bisogno delle medicine, delle salviette umide, delle traverse monouso. Abbiamo già mandato il necessario richiesto dai medici. Sembra che i farmaci nell’ospedale ci siano, ma non bastino per tutti…

Ecco.

Pregate per il nostro Seriozha.

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Quando ci inviate i soldi specificate nella nota “Kutsenko”.

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).

L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Aiutiamo gli scolari

Tra pochissimo arriva il primo settembre, l’inizio dell’anno scolastico.

Il mio newsfeed è pieno di appelli di non comprare ai bambini dei fiori per l’occasione, e inviare invece i soldi alle associazioni di beneficenza.

Sfogliando migliaia di repost delle fondazioni umanitarie, ho capito che mi sono scordata di una cosa.
Anche nel Donbass, decine, centinaia di bambini andranno a scuola. Anche loro hanno bisogno di quaderni, di penne e gomme. Ne hanno bisogno come i nostri figli.
Guerra o no – i bambini vanno a scuola.

E io me ne sono dimenticata, come se stesse succedendo in un mondo parallelo.

E nemmeno importa perché me ne sono scordata. Una parte della verità è che nelle ultime settimane noi e i nostri amici a Lugansk abbiamo parecchi problemi. Abbiamo dimenticato che tra poco inizia la scuola.

I prezzi per gli articoli di cancelleria nel Donbass sono stratosferici. Lì non ci sono gli Auchan con i prezzi economici, dove si può fare il rifornimento di matite e colori a basso costo. E per molti genitori queste spese diventano fatali. Specialmente per le famiglie come quelle dei nostri assistiti, numerose, o con i figli disabili, o semplicemente bisognose. La spesa è ingestibile.

Sono rimasti 2 giorni e non è tanto quello che si può fare.

Oggi però abbiamo parlato con Zhenya ed ho pensato: dobbiamo aiutare queste famiglie a comprare gli oggetti scolastici.

Molte di loro non si possono permettere nemmeno di comprare delle penne di scorta e per quanto riguarda gli astucci, i loro bambini nemmeno sognano…

Scusate che ne sto scrivendo così tardi. Ma meglio tardi che mai, vero?

Cerchiamo di raccogliere i fondi per gli oggetti di cancelleria per le famiglie bisognose!

Quello che riusciamo, anche se poco.

Quando inviate i soldi, mettete come nota “scuola”.

Centro riabilitazione “Spas” a Stakhanov. L’anno scorso abbiamo comprato degli articoli di cancelleria per questi bambini.

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Ballano tutti!

Dopo la pubblicazione sulla raccolta dei fondi per l’acqua di Pervomajsk due settimane fa – praticamente 5 minuti dopo la gente ha iniziato a inviare dei soldi.

Mandavano da tutte le parti della Russia.

Mandavano dagli Stati Uniti, dall’Inghilterra, dall’Italia.

E abbiamo raccolto la somma necessaria – 50 mila rubli – molto velocemente. I soldi che servono per comprare una pompa di cui Pervomajsk ha tanto bisogno dopo che le forze armate ucraine hanno distrutto il sistema del fornimento dell’acqua a maggio. Tutto questo tempo la città rimaneva senz’acqua.

Ho subito scritto a Olga Ishchenko e altri ragazzi di Pervomajsk che ci danno una mano. E poi subito ho trasferito i soldi.

Ed ecco – ho già ricevuto la foto con Olga e la nuova pompa.

L’hanno già comprata ed installata!!!

Ce l’abbiamo fatta”

Dopo aver inviato i soldi ad Olga Ishchenko continuavo a ricevere altri pagamenti.

E io li trasferirò il prima possibile.

Potranno comprare un’altra pompa o trivellare un nuovo pozzo – anche questo è importantissimo. E, tra l’altro, costa molto di più. Per la città questo aiuto non ha prezzo.

Ma ve lo immaginate???

Penso che siamo in grado a vincere!

Il bene vince sempre. sul male.

E adesso balliamo tutti di gioia!

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Acqua di Pervomajsk

Questa è la realtà di Pervomajsk di oggi.

L’acqua non c’è. Bottiglie, pentole, vasche – tutti i contenitori possibili vengono riempiti con l’acqua.

Da maggio le forze armate ucraine hanno bloccato la forniture dell’acqua in città.

Non si può né lavarsi, né cucinare, né lavare un bambino o un anziano allettato.

Per la città è una catastrofe.

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Tutt’oggi nella città sono stati trivellati 2 pozzi.

La gente riempe a mano le bottiglie e le porta a casa.

Ma qui c’è un problema. In modo che la città possa far funzionare l’acquedotto almeno 2 volte alla settimana, il serbatoio deve essere fornito da minimo 4 pozzi e servono due pompe aggiuntive.

Dunque bisogna trivellare altri due pozzi.

Bisogna farlo presto, prima che arrivi il freddo.

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Per adesso ci sono solo dei portatori d’acqua che forniscono l’acqua in tutti i quartieri nei giorni stabiliti in modo che la gente possa riempire le taniche.

Bisogna considerare anche l’acqua si consuma più della benzina. Le persone sono costrette a portare tutte queste bottiglie in mano fino alle proprie case. La maggior parte non ha macchine.

E non parliamo nemmeno degli anziani o delle sole madri.

Alcune persone hanno problemi con le gambe e camminano a malapena, ma sono costrette a portare nei loro carrelli 30 e passa litri d’acqua.

Ogni goccia è a peso d’oro.

Lavare piatti.

Scaricare l’acqua nel water.

Lavarsi la faccia.

Cucinare.

Non c’è bisogno di continuare.

Basta immaginare la vita senz’acqua nelle condizioni di un appartamento in città

E quando farà freddo?

Perché il riscaldamento dei palazzi condominiali non è possibile senz’acqua. E bisogna anche considerare che in molti appartamenti mancano i vetri alle finestre – i buchi sono coperti dalla pellicola. La gente ha paura di sistemare le finestre perché in qualsiasi momento, nonostante la tregua, le schegge di un missile le possono rompere di nuovo.

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Nell’internet su diversi forum e reti sociali della città si parla solo del problema dell’acqua. Tutta la colpa viene data all’amministrazione attuale della città. Per un motivo misterioso tutti sembrano di aver scordato che non è stata l’amministrazione a tagliare la gente dall’acqua. Non è stata l’amministrazione a bombardare appositamente – sì-sì, appositamente – tutte le possibilità del fornimento dell’acqua nella città.

Ho visto con i propri occhi come Olga Ischenko, il vice-sindaco di Pervomajsk ha visitato gli operai che trivellavano i pozzi. Io non capisco un bel nulla in ciò.

Sulle pareti c’erano appese delle tabelle con delle parole sofisticate. E Olga parlava con gli operai come se avesse trivellato anche lei e conoscesse la pressione precisa di tutto.

Tutti loro sudano sangue per risolvere il problema il prima possibile.

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Lugansk non darà i soldi per la trivellazione e le pompe – “arrangiatevi da soli”. Ciò si può capire, considerando la situazione generale di catastrofe nella regione.

Ma la città come deve arrangiarsi? Non è chiaro. Le tasse, i servizi comunali – la principale voce d’entrata del bilancio – non sono pagati. Tutto è a causa del fatto che molti sono rimasti senza lavoro, inoltre molti non hanno nemmeno ciò per cui pagare – sono rimasti senza tetto, senza finestre, senza mura. La città è stata mutilata come nessun altro posto nel Donbass. Non è rimasto nessun edificio che non sia stato danneggiato in qualche modo. Quasi tutti hanno passato l’inverno nei rifugi e nei sotterranei. L’ho visto con i propri occhi e ne ho scritto parecchie volte nel mio blog.

Molti non hanno i soldi semplicemente perché fisicamente sono inesistenti, non si può prenderli da nessuna parte.

Gli impiegati dei servizi comunali hanno meritato un monumento – molti di loro continuavano a lavorare anche durante bombardamenti e non ricevevano nessuno stipendio. Riparavano tetti, le comunicazioni, i cavi e lo facevano con prontezza, più operosamente che in città dove la situazione era tranquilla. E facevano tutto ciò accompagnati letteralmente dal fischio dei proiettili.

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Questa volta abbiamo portato parecchi alimentari e medicine per la città.

Ma nei confronti al problema del acqua è niente.

Mi è venuta questa idea -provare a raccogliere i fondi e aiutare la città a trivellare i nuovi pozzi e comprare le pompe di cui ha così tanto bisogno.

Non è una somma così grande come può sembrare. Ad esempio, una pompa costa circa 50 mila rubli. Più o meno, dipende dalla capacità e da dove si compra.

E quindi invito chi si fida di me a partecipare alla raccolta di fondi.

Capisco che questo appello è un po’ strano. Mi rendo conto che questo è più astratto dell’aiuto agli anziani con pannoloni e traverse. Ma mi sembra che sia molto più reale. Considerando che TUTTI hanno bisogno dell’acqua. E del riscaldamento.

Come sempre continueremo a portare l’aiuto ai più bisognosi nella regione (orfani, senzatetto, pensionati, famiglie numerose, case di riposo, collegi ecc.).

Se volete invece inviare i soldi specificamente per questo progetto – specificate nel vostro pagamento “Acqua di Pervomajsk”.

Tutti i fondi raccolti saranno trasferiti a Olga Ishchenko, facente funzione del sindaco di Pervomajsk.

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