Diabete

Una volta ho scritto che il numero dei pazienti oncologici, secondo i medici che lavorano in questi reparti, è aumentato notevolmente. Non ho a portata di mano una statistica precisa, ma le cifre che ho sentito dicono che il numero dei tumori è il quintuplo (!) rispetto al periodo prima della guerra. La stessa cosa a qunto pare vale per altre malattie. Per quanto riguarda il numero degli ictus e infarti, meglio tacere. L’ambulanza qui lavora senza fermarsi un attimo. Si, questo è un altro aspetto dei danni della guerra, che è incredibilmente difficile concretizzare statisticamente.

Anche gli endocrinologi lanciano un allarme – il numero dei nuovi casi di diabete sta crescendo drasticamente. Cresce in continuazione. E si sente la stessa cifra – quasi 5 volte di più rispetto a prima della guerra.

Se sapeste che cosa stava accadendo a Lugansk durante l’estate del 2014. Quando la città fu chiusa e il rifornimento di insulina si fermò. La gente faceva le file, al caldo; vicino esplodevano le bombe; ma non potevano andare via. Da quei farmaci dipendeva la loro vita. Qualcuno sveniva, ma continuava a stare lì, in attesa di farmaci di importanza vitale. E le medicine che potevano ottenere erano quelle che i medici avevano a disposizione. Ci sono invece diversi tipi di insulina e ogni caso è individuale. Così, la nostra Vika sviluppò diversi problemi di salute proprio perché usava l’insulina che non era compatibile. Ma non ce n’era un altro tipo a disposizione. Quello che poteva andar bene era possibile ottenere solo dalla Russia e pagando tanti soldi, e non sempre le famiglie avevano le risorse. A volte morivano silenziosamente nei loro appartamenti.

Adesso il problema dell’insulina è stato risolto – lo forniscono in tutti i poliambulatori dal 2016. Ma le strisce reattive per misurare la glicemia si devono acquistare con i propri mezzi. E costano parecchio, specialmente considerando che lo stipendio medio nella Repubblica popolare di Lugansk adesso è di 5000 rubli e una confezione di strisce costa nella media 1000 rubli. E di solito servono due confezioni, ai bambini anche di più. Le persone iniziano a risparmiare le strisce reattive e quindi misurare la medicina per le iniezioni “a occhio”, senza conoscere il tasso di glicemia.

Cerchiamo di fare il nostro meglio per fornire le strisce reattive per i glucometri per le famiglie bisognose.

Una delle famiglie alle quali regolarmente passiamo delle strisce reattive è di Nikita. Magari, vi ricordate di questo ragazzo. (il link sarà aggiunto prossimamente – NdT)

Insieme alla famiglia, sfuggi dai bombardamenti. La loro casa rimase dall’altra parte della linea del fronte. Loro invece vivono a Lugansk. Nel 2016 Nikita fu diagnosticato con il diabete, quando già stava a Lugansk. All’epoca iniziammo ad aiutarlo quasi da subito. Era molto piccolo e silenzioso, sembrava un passerotto. Mi ricordo come siamo venuti a casa sua. Stava zitto, con la testa bassa, pallido. Solo guardava, senza muoversi. Adesso è cresciuto e diventato un bel ragazzo, sano e attivo, con un sorriso sicuramente non timido .

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Questa invece è Cristina. Guardate che ragazza grande. La ricordate, vero?
La aiutiamo dal 2015, quando aveva 12 anni. È la figlia adottiva della stupenda Svetlana, la maestra dell’asilo. Cristina disegna, balla, partecipa a tantissimi concorsi, addirittura vincendoli.
Le abbiamo passato le strisce reattive che ha inviato per il Donbass Aleksandr.

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Un’altra parte delle strisce spedite da Aleksandr, insieme al glucometro acquistato, l’abbiamo regalata allo studio endocrinologia di un poliambulatorio locale. E sono di grande aiuto perché adesso il medico può misurare la glicemia direttamente nel suo studio. In precedenza le forniture erano ridotte al minimo ed erano insufficienti.

Sascia, grazie mille!

Grazie a tutti quelli che hanno contribuito ai nostri aiuti umanitari!

Oltre a Nikita e Cristina, abbiamo anche Vika, della quale scrivo regolarmente, e altre famiglie con diabetici che hanno bisogno regolare delle strisce per i glucometri.
Se volete aiutarli, inviando i soldi specificate nella nota “diabete”.

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Strisce reattive e il glucometro per il poliambulatorio

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook  o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese). Inviando i soldi per le strisce per diabetici, specificate nella nota “diabete”

L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

“Basterà per due mesi”

Lana si è sposata presto. È andata lontano da casa, per stare con l’uomo che amava. Poi è rimasta incinta. Quasi subito il marito ha iniziato a picchiarla. Le botte erano così forti che la ragazza, appena è nata sua figlia, è scappata con la neonata dalla madre e da allora vivono in tre in via Pobedonosnaya a Lugansk.

Chi è sopravvissuto all’agosto del 2014 nella Repubblica Popolare di Lugansk sa che in quel periodo la città era bombardata tutti i giorni. Lana ha raccontato che mentre stava facendo la fila per prendere l’acqua, sotto i suoi occhi, “una donna fu spaccata in due da una mina”.

Nella città non c’erano né luce, né acqua, né connessione.

Si può sopravvivere senza tante cose, ma non senza pane e senza acqua.

Le persone uscivano di casa e così diventavano bersagli.

Mi ricordo molto bene come mi descrivevano l’agosto gli abitanti locali, incluso Zhenya, nel 2014, subito dopo gli eventi. La gente non riusciva a parlarne. Le voci si imbrogliavano, tremavano, le lacrime scendevano. Zhenya: “Questo era un “divertimento” dei liberatori, sparare sulle persone che stavano facendo la fila per l’acqua, per il pane, nei luoghi dove c’era la connessione per i cellulari. Lì si radunavano centinaia di persone, per far sapere ai parenti o agli amici che erano ancora vivi. I cecchini lavoravano a tutto spiano.”

Mi ricordo il racconto di Zhenya, come saliva sul tetto per la connessione, per poter inviare un messaggio “sono vivo”. La connessione non c’era, ma si vedeva bene come veniva bombardata la città.

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E dopo il periodo più duro per Lugansk, Raisa Petrovna, la madre di Lana, ha avuto un ictus. Quante storie del genere abbiamo sentito, quante persone sono state colpite in questo modo dopo le più dure azioni belliche? Quanti sono morti così?

Dopo l’ictus, aveva bisogno della terapia. Non avevano soldi per le medicine – raccoglievano aiuti da amici e vicini di casa, questi debiti non sono stati ancora pagati. I medici non davano alcuna speranza che sarebbe riuscita ad alzarsi. La donna stava sempre allettata, non parlava, ma la figlia e la nipote sono riuscite ad alzarla in piedi. Adesso, anche se con difficoltà, lei cammina. I medici non volevano crederci.

Ogni primavera e ogni autunno deve fare un corso di terapia con Ceraxon e Mexidol. Anche Lana ha problemi di salute, deve fare degli esami. Non ha un lavoro normale, sopravvive con dei lavori saltuari. I soldi per gli esami e le medicine non ci sono.

Quando le donne hanno visto la quantità di alimenti portati dai nostri ragazzi, hanno detto che sarebbero bastati per due mesi! Guardate le foto, non è poi così tanto alla fine…

Si vergognavano di accettare gli aiuti, Zhenya l’ha convinte con difficoltà…

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I nostri aiuti umanitari.

Grazie a voi, amici!

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook  o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).

L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Leggete, per favore

 

Ci sono dei post difficili da scrivere, perché è duro, perché qualsiasi dettaglio della storia trasmette solo disperazione. Prima ti colgono le emozioni e poi arriva il vuoto cupo, dove si sente solo il battito delle dita sulla tastiera. Non è un post del genere, non vi spaventate. Apritelo, leggetelo per favore perché è solo per questo che io insieme ai miei amici abbiamo iniziato tutto ciò.

Questo post è sulla disperazione e sul miracolo.

A luglio abbiamo scritto un post su Natasha. Sono pochi i post sull’aiuto ai bisognosi che riscuotono tale interesse. Mi hanno contattata tante persone che volevano aiutare Natasha. Non ho mai visto tanta affluenza nel mio blog e grazie a questo, siamo riusciti ad aiutare questa donna.

Ho scritto “donna”, ma in realtà è una ragazza, ha 34 anni. Ha vissuto così tante disgrazie che a molti sarebbero bastate per più vite.
Il marito di Natasha si unì alla milizia popolare durante i primi giorni guerra. Fu ucciso. A causa  dei bombardamenti la loro casa è diventata inagibile ed insieme ai suoi figli è stata accolta nella vecchia casa di alcuni conoscenti. Natasha soffre di epilessia, da quando è iniziata la guerra nel 2014 gli attacchi sono diventati più forti. Il risultato è stato che ha perso ogni nuovo posto di lavoro e le è comparsa una cisti sulla testa. È stata operata e le hanno messo una placca…

I soldi per la placca sono stati raccolti dalla madre chiedendo prestiti a vicini e conoscenti. Ultimamente Natasha ha sempre vissuto dovendo fare i conti con i debiti – era indebitata fino al collo: con i negozi e con i conoscenti… Nessun lavoro, nessun denaro…

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Però devo raccontare tutto come si deve: poco fa è arrivato il risultato dell’istologia ed… è negativo! A Natasha è stata riconosciuta l’invalidità, ciò significa 2100 rubli al mese in più.

A settembre deve fare un nuovo esame dopodiché sarà prescritta una terapia.

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E grazie a voi, ha potuto ripagare tutti i debiti!!! Quelli con i vicini per la placca, e quelli con i negozi dove comprava i prodotti alimentari e la cosa più importante è che continuiamo ad aiutarla e aiuteremo con le medicine e le terapie necessarie.

Nelle foto Natasha è con i soldi, ma non è proprio così. Lena insieme a Natasha hanno restituito tutti questi soldi… Non so nemmeno come raccontarlo… Non menzioniamo queste persone su loro richiesta. Quasi tutti capivano la situazione di Natasha, nessuno le metteva fretta con la restituzione del debito. Si comportavano in modo umano, decente. Potreste dire che è una reazione normale, ma non lo è. Purtroppo, nelle situazioni del genere, le persone si comportano orribilmente. I parenti abbandonano i parenti. Quante volte ho scritto nel mio blog di figli o genitori abbandonati?

In realtà, nella Repubblica di Lugansk, la gente è speciale.

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Lì, la vita è diversa, è difficile descriverla con le parole e gli esempi. È una sensazione sottile diffusa nell’aria. La sensazione delle persone che hanno vissuto la guerra, i bombardamenti. Lì tutto è sul serio, senza inganni, le persone da quelle parti veramente sanno cosa vuol dire la parola disgrazia.

Lì non sprecano il fiato per le sciocchezze insignificanti che preoccupano tutti noi e le persone sono di un’empatia incredibile, perché hanno un concetto molto preciso della disgrazia.

Vorrei parlare anche delle persone che hanno risposto al post su Natasha. La maggioranza di chi mi ha scritto non sono persone ricche. Una gran parte delle somme inviate era di 200, 300 e 500 rubli. Le persone mi chiedevano di aspettare che arrivassero i soldi della pensione. Mi scrivevano da diverse città.

Amici, vi adoro! Grazie a voi che ci siete!

Così vinceremo!!!

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Amici, lettori – grazie dell’aiuto per Natasha!

Natasha ci ha chiamato una decina di volte, ringraziando costantemente, senza capire bene che sta succedendo. Secondo Zhenya, c’era, ovviamente, uno shock e l’incomprensione dell’accaduto.

Natasha invece sta sognando una cosa sola – tornare al lavoro. “Aiutatemi a trovare un lavoro, qualsiasi. Sono d’accordo a fare tutto, anche a pulire le scale!”

Non è molto chiaro per adesso come aiutarla, perché in questo periodo non può chinarsi, deve evitare di surriscaldarsi, di sollevare i pesi, di innervosirsi, ecc.

Mi leggono tante persone di Lugansk – magari, qualcuno ha delle idee su come Natasha possa essere utile?

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Medicine:

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Certificati medici:

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).
Se volete inviare i soldi per lei, specificate nella nota “Natasha”.
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Natasha

Ogni riga di questo testo è piena di fatti che messi insieme sono difficili da comprendere. È un orrore che gela il sangue. Non riesco a capire perché succede così, perché alcune persone devono subire così tanto dolore, così tanta disperazione e disgrazia. È difficile credere che sia possibile.

Natasha soffre di epilessia da quando è nata. Prima della guerra nel Donbass gli attacchi erano molto rari ma dopo il 2014 sono diventati costanti. Natasha lavorava all’ufficio postale ma dopo il primo attacco di epilessia le chiesero di lasciare il lavoro, poi fu sempre peggio: ad ogni episodio epilettico seguiva il licenziamento. Non esiste nessuna tutela dei contratti, il lavoro nella regione è scarso e per ogni posto ci sono file di candidati. Un datore di lavoro non ha bisogno di un disabile. Natasha è, tra l’altro, una mamma single che deve prendersi cura oltre che dei suoi due figli anche della loro nonna.

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A causa dello stress costante e della paura di perdere il lavoro, le è cresciuta una cisti in testa che le ha deformato il viso.

All’ospedale le dissero che aveva bisogno della trapanazione del cranio e di una placca che le sarebbe costata 20 mila rubli. Per Natasha quella somma era enorme, a fronte di una pensione di 2900 rubli percepita con la quale la sua famiglia compra gli alimenti, i vestiti e paga le bollette. Oltre al pagamento della placca, ci sono anche quasi tutti le analisi e gli esami. Purtroppo, Natasha e la sua famiglia, sono indebitate fino al collo.
Quando le dissero dei 30 mila rubli necessari, Natasha si sentì morire, ma sua madre chiese aiuto a tutti gli amici, vicini, conoscenti, e riuscì a raccogliere tutta la somma. Per fortuna.

Natasha è stata operata, ora bisogna aspettare il risultato dell’istologia.

Natasha non è stata abbandonata dal proprio marito scappato dalla guerra alla ricerca di una vita migliore. Il suo uomo si unì quasi subito alla milizia popolare e andò a proteggere la propria casa rimanendo ucciso, quella casa che dopo un bombardamento è diventata inagibile. Lei non riesce nemmeno a parlarne dal dolore… Natasha vive con i figli e la madre nella casa semidistrutta di alcuni conoscenti. Nelle foto si vede che manca persino la carta da parati, di lavori di rinnovamento non se ne parla.

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Vivono in 4 con la pensione della nonna di 2900 rubli. Quando sarà pronto il risultato dell’esame istologico le potranno assegnare una pensione. Al momento la famiglia letteralmente sopravvive e Natasha ha bisogno di assumere alcune medicine.
Quando la donna ha visto i prodotti alimentari che le hanno portato Zhenya e Lena, si è messa a piangere.

Io non c’ero, me lo hanno raccontato i ragazzi. Ma mi ricordo benissimo come portammo per la prima volta i prodotti alimentari a Pervomajsk nel 2014 e una donna anziana in uno dei rifugi sotterranei piangeva e mi prendeva la mano per ringraziarmi.

Il cuore mi si stringe per le emozioni che iniziano a soffocare.
Che sia maledetta questa guerra di merda.
Non ho più parole, non so che altro si può aggiungere.
È un inferno senza via d’uscita.

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Estratti dell’anamnesi di Natasha.
Se volete inviare i soldi per lei, specificate nella nota “Natasha”.
Grazie a tutti quelli che contribuiscono al nostro aiuto, a chi mi legge e non rimane indifferente di fronte a questa ferita inguaribile.

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

 

Di nuovo su l’aiuto

Quando arriva il momento di scrivere l’ennesimo post di resoconto degli aiuti umanitari alle famiglie del Donbass, vado in tilt di fronte al computer. I primi duecento post del genere erano pieni delle mie emozioni e dei miei sentimenti. E poi hanno iniziato a ripetersi, queste emozioni e questi sentimenti. Tolstoy scriveva che tutte le famiglie felici si somigliano, diversamente da quelle infelici.

Io invece sono arrivata alla conclusione che la gamma delle emozioni di sofferenza non è così vasta come sembra. Le storie delle vite umane distrutte sono innumerevoli, ma a volte, scoprendone una nuova, mi rendo conto che l’ho già sentita da qualche parte. Già è capitata a qualcun altro. E come scriverla senza ripetere minimamente i vecchi testi?

L’acutezza del dolore si perde? Si attenua, forse?

Indubbiamente, sì. Tutto rotea, e penso sempre più spesso ai miei nonni che sono sopravvissuti alla guerra. Sempre più spesso percepisco le ripercussioni del fatto che siamo tutti figli della guerra. Nipoti della guerra passata da tanto tempo.
E grazie a questo, la tragedia del Donbass per me è diventata qualcosa che già c’era, anche se ha un suono diverso, si esprime con parole diverse.
Questo non la rende più sopportabile.

Aleksandra è una madre single di tre figlie – Tatyana, Nastya e Lera.
Nella foto una delle sue figlie.

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La sua situazione è molto comune – storie del genere abbondano dappertutto, anche senza guerra, ma la guerra complica i problemi. Di certe donne si può spesso sentir dire: “Se l’è cercata se ha fatto così tanti figli.” Non so cosa si sia andata a cercare la madre di queste bellissime ragazze, ma non penso che la sua colpa sia stata l’innamorarsi di un uomo che l’ha abbandonata, lasciandola lei e le proprie figlie senza aiuto.
Aleksandra da sola cresce le su tre figlie – sopravvivono grazie a un reddito bassissimo.

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Questa è un’altra famiglia numerosa, K. I loro passaporti sono andati distrutti nell’incendio causato dal bombardamento e quando hanno iniziato a rifare i documenti sono sorti dei problemi. Questa famiglia da due anni è in balia degli eventi, è difficile credere che una situazione del genere possa accadere, gli assistenti sociali la definiscono “mistica.” Purtroppo, se mancano dei documenti, non si può fare domanda per ricevere l’assegno sociale o altre forme di sostegno. La famiglia vive in una casa i cui proprietari sono andati via. Vivono per tenere d’occhio la proprietà degli altri e sopravvivono grazie all’orto e all’aiuto delle persone.

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Lei è Liudmila ed è quasi cieca. Ha una figlia di 5 mesi, Miroslava. La figlia maggiore, Dasha, aiuta a tenere in ordine la casa. Il marito solo recentemente è riuscito a trovare un lavoro, prima i soldi non c’erano. Il centro sociale di Lugansk ci aveva chiesto di aiutare la famiglia con dei prodotti alimentari. Abbiamo portato del cibo e dei pannolini.

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Lui è Liosha. È nato nel 2001. Viene da un villaggio della provincia, ora vive presso la casa dello studente del College a Lugansk dove sta studiando. La famiglia ha sofferto molto a causa delle azioni belliche e la madre non può sostenere il figlio. Durante tutto l’inverno ha avuto da indossare solo un paio di pantaloni e una maglia. Vive con una borsa di studio di 500 rubli e grazie ai piccoli lavoretti che, purtroppo, sono scarsissimi, il lavoro nelle Repubbliche è un grande problema comune.
Abbiamo portato a Liosha degli alimenti e un po’ di vestiti che ci avete dato per il Donbass.

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Amici, grazie a tutti voi che inviate soldi per le persone nel Donbass!

Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vk, facebook o per l’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o inglese).
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.