Aiutiamo gli scolari

Tra pochissimo arriva il primo settembre, l’inizio dell’anno scolastico.

Il mio newsfeed è pieno di appelli di non comprare ai bambini dei fiori per l’occasione, e inviare invece i soldi alle associazioni di beneficenza.

Sfogliando migliaia di repost delle fondazioni umanitarie, ho capito che mi sono scordata di una cosa.
Anche nel Donbass, decine, centinaia di bambini andranno a scuola. Anche loro hanno bisogno di quaderni, di penne e gomme. Ne hanno bisogno come i nostri figli.
Guerra o no – i bambini vanno a scuola.

E io me ne sono dimenticata, come se stesse succedendo in un mondo parallelo.

E nemmeno importa perché me ne sono scordata. Una parte della verità è che nelle ultime settimane noi e i nostri amici a Lugansk abbiamo parecchi problemi. Abbiamo dimenticato che tra poco inizia la scuola.

I prezzi per gli articoli di cancelleria nel Donbass sono stratosferici. Lì non ci sono gli Auchan con i prezzi economici, dove si può fare il rifornimento di matite e colori a basso costo. E per molti genitori queste spese diventano fatali. Specialmente per le famiglie come quelle dei nostri assistiti, numerose, o con i figli disabili, o semplicemente bisognose. La spesa è ingestibile.

Sono rimasti 2 giorni e non è tanto quello che si può fare.

Oggi però abbiamo parlato con Zhenya ed ho pensato: dobbiamo aiutare queste famiglie a comprare gli oggetti scolastici.

Molte di loro non si possono permettere nemmeno di comprare delle penne di scorta e per quanto riguarda gli astucci, i loro bambini nemmeno sognano…

Scusate che ne sto scrivendo così tardi. Ma meglio tardi che mai, vero?

Cerchiamo di raccogliere i fondi per gli oggetti di cancelleria per le famiglie bisognose!

Quello che riusciamo, anche se poco.

Quando inviate i soldi, mettete come nota “scuola”.

Centro riabilitazione “Spas” a Stakhanov. L’anno scorso abbiamo comprato degli articoli di cancelleria per questi bambini.

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Lyudmila Nikolaevna

Lyudmila Nikolaeva vive di chemio in chemio. Sua figlia Olya lavora nel Centro sociale di Lugansk e aiuta i bisognosi. In particolare, ha seguito Kolya Sipunov, il quale è stato portato per le cure a Mosca, grazie alla dottoressa Liza Glinka.

Ne abbiamo scritto fine giugno (leggere qui). Alla signora è stato diagnosticato il cancro nella primavera del 2016. Suo marito, colpito dalla notizia, è venuto a mancare la stessa primavera.

Lyudmila Nikolaevna aveva bisogno di medicine che nella Repubblica popolare di Lugansk non si trovano per niente.

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Sole di Lugansk

Un altro rendiconto a proposito della nostra Vika.

Le cose non vanno male, ma in questo periodo fa troppo caldo e questo fa soffrire tutti. Vika cerca di fare il meglio – aiuta con le faccende di casa, non sta mai ferma. Raccoglie le albicocche che crescono vicino alla casa. Ha iniziato ad orientarsi bene dentro casa, nonostante la cecità. Senza bastone, sa dove si trova tutto. Me la ricordo camminare come un gattino cieco – lentamente, con tanta attenzione, palpando nervosamente lo spazio con le mani. Aveva paura di tutto, si sbatteva dappertutto.

Ha iniziato a confondere il giorno con la notte. Di notte può svegliare la madre dicendo: “Mamma, ho fatto delle paste! Le avrei mangiate tutte, ma il c*lo cresce e lo zucchero. Mamma, vai a mangiare anche tu!”

Non se ne accorge più quando ha il calo di zuccheri. È un brutto segno.

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Sveta (la madre di Vika) le ha letto il mio post precedente che parla di lei “Non ti vergognare!”. Zhenya dice che la ragazza ha pianto. “Se potreste sapere, quanto voglio uscire fuori… Andare in discoteca, uscire con un ragazzo, di sera, vorrei frequentare l’istituto, andare in un bar… Come posso non vergognarmi? La mia malattia è per i ricchi…”

Per chi capita nel mio blog per la prima volta – potete leggere tutta la storia di Vika qui (link sarà attivo prossimamente).

In sintesi – aiutiamo Vika già da più di due anni.

L’abbiamo incontrata a maggio 2015, quando stava per morire. Dopo la morte del fratello ha smesso di mangiare. Soffre di diabete, ed è finito male. Ha quasi perso la vista, ha perso i due denti davanti, ha iniziato ad avere dei problemi con molti organi. Abbiamo iniziato ad aiutarla quindi in modo costante e regolare. L’abbiamo portata a Mosca, grazie a Irina Bednova, per far guarire gli occhi, ma a Mosca le è stata diagnosticata di tubercolosi. È rimasta a Mosca e per sei mesi, ha fatto la terapia nel dispensario antitubercolare. La terapia non aiutava ed è stata operata, le hanno rimosso una parte del polmone. Tutto questo è successo l’estate scorsa. Un anno fa.

I medici si sono arresi, dicono che non c’è più speranza di farle tornare la vista. Purtroppo, succede spesso con i diabetici.

A chi ha voglia di fare l’intellettuale a proposito di diabete, dico: prima della guerra nel Donbass, Vika ha vissuto con il diabete per 6 anni e non ha mai avuto dei problemi.

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Adesso Vika vive insieme con la madre a Lugansk, vivono da sole. Il padre si è dimenticato dei figli quando erano ancora piccoli. Il fratello è morto. La madre di Sveta, cioè la nonna di Vika, è stata allettata per tanto tempo e Sveta si prendeva cura di lei. È morta quando abbiamo portato Vika a Mosca per la terapia.

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Raccogliamo sempre i fondi per Vika. Vive solo grazie al nostro aiuto. L’unico reddito che hanno è la pensione di Vika. Sua madre non riesce a trovare lavoro – ed è anche difficile, considerando che Vika (anche se finge che tutto va bene) è stata in coma diverse volte e ancora non ha imparato a vivere con la cecità. Sveta ha paura di lasciarla da sola. Fatica nell’orto, senza questo nel Donbass non si può sopravvivere…

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Anche se andasse tutto liscio e ci fosse lavoro, la loro famiglia non sarà mai in grado di sostenere le spese per tutti i farmaci antitubercolari, le strisce per glicemia, le gocce per gli occhi che le servono per stabilizzare la pressione oculare. Alcune volte è stata a rischio di rimozione dell’occhio, per quanto erano forti i dolori. È stata ricoverata diverse volte.
Insomma, Vika come prima ha bisogno del nostro aiuto.

L’ultima volta non abbiamo speso molto per le medicine perché Vika faceva una pausa nella terapia con il farmaco antitubercolare “Zyvox”, è il suo farmaco principale e costa 36 mila rubli al mese (oltre 560 euro).

Se volete inviare dei soldi personalmente per Vika, come una nota scrivete “Vika”.
Vorrei ringraziare tutti quelli che aiutano Vika! Denis Ballam, Adriano, Karl Naumann – un membro del gruppo tedesco su Facebook “Humanbataillon Donbass” e tutti gli altri.
Vika è sempre felice come una bambina quando riceve i vostri regali, quando la sua mamma le legge i vostri commenti.

Insomma, grazie a tutti e per tutto! Da parte di Vika e Sveta e di tutta la nostra squadra!
Vika, spero che quando la mamma ti legge il titolo di questo post ti farà sorridere a lungo. Perché è proprio vero!

Forza, nostro sole di Lugansk!

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Un ringraziamento speciale va a Sasha che aiuta con la logistica, con l’acquisto e la spedizione delle medicine per Vika. È un lavoro enorme!

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Se volete contribuire all’aiuto per Vika e per altri abitanti del Donbass, mi potete contattare direttamente tramite il mio blog, la pagina Facebook o per l’email: littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in inglese). Inviando i soldi per Vika come nota scrivete “Vika”.
Le informazioni dettagliate sugli aiuti umanitari in generale potete leggerle qui.

Non ti vergognare!

Mi piace questa foto, mi piace questo vestito e mi piace questo sorriso.

Vika non vede, quindi non sa dove guardare quando le fanno le foto. Anche se si mette in posa, è facile “catturarla”.

Quando ascolta, lei inchina un po’ la testa e corruga le sopracciglia, un po’ socchiudendo un occhio. E sempre ride fragorosamente. Fino ad ora non si è abituata alla sua condizione e crede che un giorno vedrà di nuovo.

Una volta per scherzo l’ho chiamata “campanellino”. Ed è proprio così. È come un fiore, bello e delicato. E ride sempre con il suo riso argentino.

Recentemente Zhenya le ha passato le medicine essenziali che le abbiamo raccolte.

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Per chi capita nel mio blog per la prima volta – potete leggere tutta la storia di Vika qui (link sarà attivo prossimamente).

Vika è una ragazza che soffre di diabete e adesso ha perso la vista. È solo la punta dell’iceberg di tutta la sua storia, la quale è impossibile raccontare in un post.

Lugansk, estate 2014. Morte del fratello, coma, mancanza dell’insulina, mancanza dei soldi e degli assegni… Vika ha smesso di mangiare e stava morendo. La salute stava deteriorando a passi da gigante, prima di tutto – la vista. E prima della guerra ha vissuto quasi tutta la sua vita con il diabete e non ha mai avuto alcun problema.

Poi abbiamo trovato la possibilità di portarla a Mosca. Pesavamo di curare gli occhi, ma, in aggiunta a tutti i suoi problemi le è stata diagnosticata la tubercolosi. Per fortuna, siamo riusciti a ricoverarla nel dispensario anti-tubercolare in Russia, dove ha passato 6 mesi, ma invano. Alla fine, è stata operata – le hanno tolto un segmento del polmone.

Di nuovo a casa. Poco meno di un anno dal ritorno continua a prendere le medicine che noi compriamo per lei con il vostro aiuto. Oltre ai farmaci anti-tubercolari, acquistiamo regolarmente delle medicine per gli occhi e strisce per glicemia. Senza la nostra assistenza la ragazza non sarebbe sopravvissuta. È strano a scriverlo, perché scrivo spesso di Vika, ogni mese. E ogni mese ripeto le stesse cose.

La famiglia di Vika è piccola – solo lei e sua madre. Il fratello è morto durante la guerra… Anche lui soffriva di diabete. Una storia agghiacciante.

La nonna di Vika è morta quando lei è partita per Mosca, insieme alla madre, per la terapia, nel 2016… La signora era già allettata da tempo e si vede che il distacco dalla famiglia per lei è stato un colpo troppo duro, non ce l’ha fatta. Il padre, dopo il divorzio, non si è più interessato dei figli.

Sveta, la madre di Vika, dopo l’ultimo coma della figlia ha paura di lasciarla da sola. Si arrangiano in qualche modo – casa, orto… Ma le medicine che servono a Vika costano da 40 a 50 mila rubli (oltre 600-700 euro – NdT) Per Lugansk queste somme sono stratosferiche – lo stipendio medio è di 4 mila rubli (circa 60 euro- NdT). E questa somma serve ogni mese… Inoltre, i farmaci più importanti e i più costosi che sono stati prescritti in Russia a Lugansk non ci sono. È impossibile comprarli, nessuna farmacia li può fornire.

Grazie al vostro aiuto riusciamo a raccogliere i soldi, comprare e spedire a Lugansk tutto il necessario per Vika.

Grazie!

Vorrei dire, che Vika ha sempre bisogno di aiuto, perché il corso della terapia ancora non è finito. Quando spedite i soldi per lei, nella nota scrivete “Vika”.

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Il morale è su, ma la loro situazione è dura. Lo capisco dalla corrispondenza con Sveta. Sono sempre insieme, e Vika è una giovane ragazza. Non escono, se non per una passeggiata in due…

Vogliamo organizzare per Vika qualcosa di interessante, portarla fuori. Ma si vergogna. Non vuole che le persone attorno sappiano che non vede. Si vergogna della sua condizione.

Vika e Sveta vivono con gli assegni sociali, adesso Sveta ha compiuto 45 anni e deve rinnovare il passaporto. Significa che bisogna fare il passaporto della Repubblica Popolare di Lugansk – non è più possibile rinnovare il passaporto ucraino. Zhenya ha scritto: “senza passaporto non può raccogliere la sua pensione dalla banca. Ci vogliono 3 mesi per fare il passaporto. La fila all’ufficio passaporti è enorme: la gente arriva alle 4-5 di mattina. Chi è arrivato e ha preso il posto nella fila entro le 6-7 riesce a fare la domanda per il passaporto lo stesso giorno.”

Come prima, Vika ha bisogno delle medicine e del nostro aiuto. Ha bisogno di questo chance di mettersi in piedi.

La ricordo com’era due anni fa: stava morendo, spegnendosi, non voleva vivere. Non avrei mai creduto all’epoca che era un “campanellino”. Adesso è un’altra persona.

Vorrei che potesse finalmente vivere una vita normale. Una vita il più normale possibile, considerando la situazione di guerra nella RPL e le sue diagnosi.

La guerra ha rovinato tante vite. Anche quella di Vika.

Tutto questo non sarebbe mai successo se non ci fosse stata la guerra.

Мi duole che lei si vergogna della sua cecità. Non è lei che dovrebbe vergognarsi.

Che siano maledetti tutti responsabili di questo inferno.

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Abbiamo portato un po’ di alimentari.

Vorrei ringraziare di nuovo tutti quelli che mandano i soldi per Vika, chi si ricorda di lei.

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Medicine per Vika portate da Mosca.

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Se volete contribuire all’aiuto per Vika e per gli altri abitanti del Donbass, mi potete contattare direttamente tramite il mio blog, la pagina Facebook o per l’email: littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in inglese). Inviando i soldi per Vika come nota scrivete “Vika”.

Le informazioni dettagliate sugli aiuti umanitari in generale si può leggere qui.

Aiutate Olya!

Urgente! Serve aiuto! Vi prego di rispondere!

Olya è impiegata del Centro sociale di Lugansk che segue più di 20 famiglie bisognose. Grazie a lei, tra l’altro, abbiamo potuto portare a Mosca Kolya Sipunov per un intervento.

Adesso anche a lei stessa è capitata una disgrazia. E non sapevamo per niente dei suoi problemi.

La scorsa primavera a sua madre è stato diagnosticato il cancro. Suo padre, colpito dalla notizia, si è ammalato per colpa dello stress ed è morto nell’arco di una settimana. Lyudmila Nikolaevna, madre di Olya, vive di chemio in chemio. Ne ha già fatte tre. Le dovevano fare un’altra ancora due mesi fa, ma non l’hanno fatta – manca il farmaco necessario. Zhenya ha provato a cercarlo in tutte le farmacie di Lugansk, ma senza fortuna.

Ha bisogno di temozolomide (2000mg) oppure di dacarbazina (2000) – per un ciclo di 5 (cinque) giorni. Se non fa la chemio adesso, la prossima possibilità è solo il 29.07.2017 ed è troppo tardi. Come si sa, per i malati oncologici il tempo è vita. Il dispensario oncologico di Lugansk è strapieno – nelle camere non ci sono dei posti letto per accogliere tutti e molti stanno nei corridoi.

L’aiuto serve urgentemente!

Chiedo di rispondere a tutti i non indifferenti.

Olya aiuta gli altri e come spesso succede non può e non sa chiedere aiuto per se stessa.
Il problema sta anche nel fatto che la temozolomide non si vende senza ricetta e costa parecchio.

Medici, farmacisti – magari ci potrete aiutare?

Prometto di pubblicare tutti gli scontrini e il rendiconto completo, come sempre.

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Ballano tutti!

Dopo la pubblicazione sulla raccolta dei fondi per l’acqua di Pervomajsk due settimane fa – praticamente 5 minuti dopo la gente ha iniziato a inviare dei soldi.

Mandavano da tutte le parti della Russia.

Mandavano dagli Stati Uniti, dall’Inghilterra, dall’Italia.

E abbiamo raccolto la somma necessaria – 50 mila rubli – molto velocemente. I soldi che servono per comprare una pompa di cui Pervomajsk ha tanto bisogno dopo che le forze armate ucraine hanno distrutto il sistema del fornimento dell’acqua a maggio. Tutto questo tempo la città rimaneva senz’acqua.

Ho subito scritto a Olga Ishchenko e altri ragazzi di Pervomajsk che ci danno una mano. E poi subito ho trasferito i soldi.

Ed ecco – ho già ricevuto la foto con Olga e la nuova pompa.

L’hanno già comprata ed installata!!!

Ce l’abbiamo fatta”

Dopo aver inviato i soldi ad Olga Ishchenko continuavo a ricevere altri pagamenti.

E io li trasferirò il prima possibile.

Potranno comprare un’altra pompa o trivellare un nuovo pozzo – anche questo è importantissimo. E, tra l’altro, costa molto di più. Per la città questo aiuto non ha prezzo.

Ma ve lo immaginate???

Penso che siamo in grado a vincere!

Il bene vince sempre. sul male.

E adesso balliamo tutti di gioia!

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Acqua di Pervomajsk

Questa è la realtà di Pervomajsk di oggi.

L’acqua non c’è. Bottiglie, pentole, vasche – tutti i contenitori possibili vengono riempiti con l’acqua.

Da maggio le forze armate ucraine hanno bloccato la forniture dell’acqua in città.

Non si può né lavarsi, né cucinare, né lavare un bambino o un anziano allettato.

Per la città è una catastrofe.

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Tutt’oggi nella città sono stati trivellati 2 pozzi.

La gente riempe a mano le bottiglie e le porta a casa.

Ma qui c’è un problema. In modo che la città possa far funzionare l’acquedotto almeno 2 volte alla settimana, il serbatoio deve essere fornito da minimo 4 pozzi e servono due pompe aggiuntive.

Dunque bisogna trivellare altri due pozzi.

Bisogna farlo presto, prima che arrivi il freddo.

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Per adesso ci sono solo dei portatori d’acqua che forniscono l’acqua in tutti i quartieri nei giorni stabiliti in modo che la gente possa riempire le taniche.

Bisogna considerare anche l’acqua si consuma più della benzina. Le persone sono costrette a portare tutte queste bottiglie in mano fino alle proprie case. La maggior parte non ha macchine.

E non parliamo nemmeno degli anziani o delle sole madri.

Alcune persone hanno problemi con le gambe e camminano a malapena, ma sono costrette a portare nei loro carrelli 30 e passa litri d’acqua.

Ogni goccia è a peso d’oro.

Lavare piatti.

Scaricare l’acqua nel water.

Lavarsi la faccia.

Cucinare.

Non c’è bisogno di continuare.

Basta immaginare la vita senz’acqua nelle condizioni di un appartamento in città

E quando farà freddo?

Perché il riscaldamento dei palazzi condominiali non è possibile senz’acqua. E bisogna anche considerare che in molti appartamenti mancano i vetri alle finestre – i buchi sono coperti dalla pellicola. La gente ha paura di sistemare le finestre perché in qualsiasi momento, nonostante la tregua, le schegge di un missile le possono rompere di nuovo.

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Nell’internet su diversi forum e reti sociali della città si parla solo del problema dell’acqua. Tutta la colpa viene data all’amministrazione attuale della città. Per un motivo misterioso tutti sembrano di aver scordato che non è stata l’amministrazione a tagliare la gente dall’acqua. Non è stata l’amministrazione a bombardare appositamente – sì-sì, appositamente – tutte le possibilità del fornimento dell’acqua nella città.

Ho visto con i propri occhi come Olga Ischenko, il vice-sindaco di Pervomajsk ha visitato gli operai che trivellavano i pozzi. Io non capisco un bel nulla in ciò.

Sulle pareti c’erano appese delle tabelle con delle parole sofisticate. E Olga parlava con gli operai come se avesse trivellato anche lei e conoscesse la pressione precisa di tutto.

Tutti loro sudano sangue per risolvere il problema il prima possibile.

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Lugansk non darà i soldi per la trivellazione e le pompe – “arrangiatevi da soli”. Ciò si può capire, considerando la situazione generale di catastrofe nella regione.

Ma la città come deve arrangiarsi? Non è chiaro. Le tasse, i servizi comunali – la principale voce d’entrata del bilancio – non sono pagati. Tutto è a causa del fatto che molti sono rimasti senza lavoro, inoltre molti non hanno nemmeno ciò per cui pagare – sono rimasti senza tetto, senza finestre, senza mura. La città è stata mutilata come nessun altro posto nel Donbass. Non è rimasto nessun edificio che non sia stato danneggiato in qualche modo. Quasi tutti hanno passato l’inverno nei rifugi e nei sotterranei. L’ho visto con i propri occhi e ne ho scritto parecchie volte nel mio blog.

Molti non hanno i soldi semplicemente perché fisicamente sono inesistenti, non si può prenderli da nessuna parte.

Gli impiegati dei servizi comunali hanno meritato un monumento – molti di loro continuavano a lavorare anche durante bombardamenti e non ricevevano nessuno stipendio. Riparavano tetti, le comunicazioni, i cavi e lo facevano con prontezza, più operosamente che in città dove la situazione era tranquilla. E facevano tutto ciò accompagnati letteralmente dal fischio dei proiettili.

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Questa volta abbiamo portato parecchi alimentari e medicine per la città.

Ma nei confronti al problema del acqua è niente.

Mi è venuta questa idea -provare a raccogliere i fondi e aiutare la città a trivellare i nuovi pozzi e comprare le pompe di cui ha così tanto bisogno.

Non è una somma così grande come può sembrare. Ad esempio, una pompa costa circa 50 mila rubli. Più o meno, dipende dalla capacità e da dove si compra.

E quindi invito chi si fida di me a partecipare alla raccolta di fondi.

Capisco che questo appello è un po’ strano. Mi rendo conto che questo è più astratto dell’aiuto agli anziani con pannoloni e traverse. Ma mi sembra che sia molto più reale. Considerando che TUTTI hanno bisogno dell’acqua. E del riscaldamento.

Come sempre continueremo a portare l’aiuto ai più bisognosi nella regione (orfani, senzatetto, pensionati, famiglie numerose, case di riposo, collegi ecc.).

Se volete invece inviare i soldi specificamente per questo progetto – specificate nel vostro pagamento “Acqua di Pervomajsk”.

Tutti i fondi raccolti saranno trasferiti a Olga Ishchenko, facente funzione del sindaco di Pervomajsk.

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Vita senz’acqua

A Pervomajsk già da due mesi manca l’acqua.

Le forze armate ucraine hanno bloccato il rifornimento idrico della città. Gli acquaioli portano l’acqua nei cortili secondo un piano.

Il caldo nella città è insopportabile, tutto è fermo, aspettando la pioggia. È afoso, il sole brucia, non ci si può né lavare, né lavare i panni – niente.

La città è quieta, anche se a volte arrivano i missili.

– il 28 giugno uno è arrivato in cucina, proprio nel forno. Ho preso il bambino e ho corso nella camera da letto. Tutte le finestre nella casa si sono rotte.

– Un Grad?

– No, un carro armato.

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Elena Bochurina è rimasta senza marito, è morto un anno fa di cancro.

La figlia maggiore Katia ha 23 anni, insegna canto. Il figlio minore, Ilja, ha 2 anni e mezzo. È nato prima della guerra, quando lei non era più giovane.

Adesso sono rimasti senza uomo in casa.

– Non c’è nessuno per riparare il tetto.

– E voi continuate a cucinare qui?

– E dove? Qui teniamo anche l’acqua. Sapete che non c’è l’acqua in città?

– Lo sappiamo.

Barattoli, pentole, bottiglie, secchi – tutti i recipienti sono pieni d’acqua.

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– Dove mettere gli alimentari?

– In casa, promettono la pioggia.

La cucina si trova in un annesso. Questo ha salvato la vita della donna e del suo figlio.

– Il passeggino è rimasto in cucina. È pieno di chiodi, vetro, tegole… ma non fa niente. L’abbiamo pulito, riparato e usiamo di nuovo.

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è arrivata la pioggia. Un forte acquazzone ha tolto la polvere, ha annaffiato giardini e gli orti.

Il caldo non è passato.

E nella cucina di Elena c’è un diluvio…

C’era un aeroporto

Non c’è più l’aeroporto.

Sono rimaste delle rovine. Assomigliano alle rovine antiche…

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Quando eravamo qui d’inverno, c’erano ancora tanti carri armati e veicoli blindati bruciati. Adesso non ci sono più – tutti loro, come anche le tonnellate dei resti dei missili sono stati rottamati.

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Camminare qui è spaventoso.

Sembra che da qualche parte sia rimasto ancora un missile che può esplodere.

Oppure l’asfalto può crollare sotto i tuoi piedi.

Resti di missili dappertutto. Dei Grad, delle mine, degli obici.

Con orrore noto che già inizio a capire la differenza…

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E attorno, gli uccelli cantano i loro meravigliosi cinguettii.

Le cicale saltano e cantano.

Il mondo si è impazzito.

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Sono arrivati 4 missili

– Poroshenko, vieni da noi, nel Donbass, passa un po’ di tempo nei sotterranei, come fanno i nostri figli.

Yurchenko Vera Artemovna, nata nel 1939.

L’11 agosto 2014 ha perso 2 figli di fronte alla propria casa a Pervomajsk.

Quasi tutti ricordano il momento preciso in cui è arrivato il missile.

– Li abbiamo sepolti vicino alla casa, insieme agli altri. Dopo, non uscivo più dal sotterraneo della scuola. Siamo usciti il quarantesimo giorno e siamo andati a pulire.

Non ho tempo di accendere la macchina fotografica. Vera Artemovna non smette di parlare.

– Dovevo togliere pezzi di cervello con le proprie mani.

Le lacrime le scorrono copiosamente, e lei sempre cerca di asciugarle.

Zheka, il quale si occupa degli aiuti umanitari da tanto tempo e regolarmente, si è allontanato – non ce la fa a sentire.

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Vera Artemovna mi porta all’ingresso del palazzo condominiale dove vive.

È tutto bucato dai missili. Sembra una casa fatta di cartone che si può rovinare con una penna. Sotto si vede una piccola porta con dei fiori.

– Sono stati uccisi proprio qui, all’ingresso. Qui stavano. Io porto sempre dei fiori freschi.

Vicino al palazzo ci sono delle aiuole con fiori di cui prende cura.

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– 4 missili sono arrivati nel nostro palazzo…

L’angolo dell’edificio è completamente distrutto. Da cima a fondo c’è un buco enorme. E solo i resti della carta da parati che si vedono qua e là servono a ricordare a cosa serviva l’edificio.

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– Andiamo, vi faccio vedere dove ci nascondevamo. E dove ci nasconderemo ancora… Se servirà…

Apro la porta e vedo il soffitto crollato e una piccola apertura. Qui passiamo, piegandoci in due.

– Vera Artemovna, andiamo, portiamo gli aiuti.

Non ho più le forze. Duro non è la parola giusta.

– Andiamo, vi faccio vedere dove vivevamo e dove stavamo durante i bombardamenti.

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– Sapete, stava qui, all’ingresso, e faceva passare a tutti. Aspettava finché tutti non passassero. Qui è caduto… Oddio, che carogne… Anche io sono stata ferita. Ecco, vedete come succede. Sono nata prima di una guerra e finisco la vita durante un’altra…

Quando ha visto il pollo e il latte si è messa a piangere ed abbracciarmi.

-Vieni qua, figliola. Grazie, grazie a te.

E piange…

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