Diabete

Una volta ho scritto che il numero dei pazienti oncologici, secondo i medici che lavorano in questi reparti, è aumentato notevolmente. Non ho a portata di mano una statistica precisa, ma le cifre che ho sentito dicono che il numero dei tumori è il quintuplo (!) rispetto al periodo prima della guerra. La stessa cosa a qunto pare vale per altre malattie. Per quanto riguarda il numero degli ictus e infarti, meglio tacere. L’ambulanza qui lavora senza fermarsi un attimo. Si, questo è un altro aspetto dei danni della guerra, che è incredibilmente difficile concretizzare statisticamente.

Anche gli endocrinologi lanciano un allarme – il numero dei nuovi casi di diabete sta crescendo drasticamente. Cresce in continuazione. E si sente la stessa cifra – quasi 5 volte di più rispetto a prima della guerra.

Se sapeste che cosa stava accadendo a Lugansk durante l’estate del 2014. Quando la città fu chiusa e il rifornimento di insulina si fermò. La gente faceva le file, al caldo; vicino esplodevano le bombe; ma non potevano andare via. Da quei farmaci dipendeva la loro vita. Qualcuno sveniva, ma continuava a stare lì, in attesa di farmaci di importanza vitale. E le medicine che potevano ottenere erano quelle che i medici avevano a disposizione. Ci sono invece diversi tipi di insulina e ogni caso è individuale. Così, la nostra Vika sviluppò diversi problemi di salute proprio perché usava l’insulina che non era compatibile. Ma non ce n’era un altro tipo a disposizione. Quello che poteva andar bene era possibile ottenere solo dalla Russia e pagando tanti soldi, e non sempre le famiglie avevano le risorse. A volte morivano silenziosamente nei loro appartamenti.

Adesso il problema dell’insulina è stato risolto – lo forniscono in tutti i poliambulatori dal 2016. Ma le strisce reattive per misurare la glicemia si devono acquistare con i propri mezzi. E costano parecchio, specialmente considerando che lo stipendio medio nella Repubblica popolare di Lugansk adesso è di 5000 rubli e una confezione di strisce costa nella media 1000 rubli. E di solito servono due confezioni, ai bambini anche di più. Le persone iniziano a risparmiare le strisce reattive e quindi misurare la medicina per le iniezioni “a occhio”, senza conoscere il tasso di glicemia.

Cerchiamo di fare il nostro meglio per fornire le strisce reattive per i glucometri per le famiglie bisognose.

Una delle famiglie alle quali regolarmente passiamo delle strisce reattive è di Nikita. Magari, vi ricordate di questo ragazzo. (il link sarà aggiunto prossimamente – NdT)

Insieme alla famiglia, sfuggi dai bombardamenti. La loro casa rimase dall’altra parte della linea del fronte. Loro invece vivono a Lugansk. Nel 2016 Nikita fu diagnosticato con il diabete, quando già stava a Lugansk. All’epoca iniziammo ad aiutarlo quasi da subito. Era molto piccolo e silenzioso, sembrava un passerotto. Mi ricordo come siamo venuti a casa sua. Stava zitto, con la testa bassa, pallido. Solo guardava, senza muoversi. Adesso è cresciuto e diventato un bel ragazzo, sano e attivo, con un sorriso sicuramente non timido .

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Questa invece è Cristina. Guardate che ragazza grande. La ricordate, vero?
La aiutiamo dal 2015, quando aveva 12 anni. È la figlia adottiva della stupenda Svetlana, la maestra dell’asilo. Cristina disegna, balla, partecipa a tantissimi concorsi, addirittura vincendoli.
Le abbiamo passato le strisce reattive che ha inviato per il Donbass Aleksandr.

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Un’altra parte delle strisce spedite da Aleksandr, insieme al glucometro acquistato, l’abbiamo regalata allo studio endocrinologia di un poliambulatorio locale. E sono di grande aiuto perché adesso il medico può misurare la glicemia direttamente nel suo studio. In precedenza le forniture erano ridotte al minimo ed erano insufficienti.

Sascia, grazie mille!

Grazie a tutti quelli che hanno contribuito ai nostri aiuti umanitari!

Oltre a Nikita e Cristina, abbiamo anche Vika, della quale scrivo regolarmente, e altre famiglie con diabetici che hanno bisogno regolare delle strisce per i glucometri.
Se volete aiutarli, inviando i soldi specificate nella nota “diabete”.

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Strisce reattive e il glucometro per il poliambulatorio

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook  o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese). Inviando i soldi per le strisce per diabetici, specificate nella nota “diabete”

L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

“Basterà per due mesi”

Lana si è sposata presto. È andata lontano da casa, per stare con l’uomo che amava. Poi è rimasta incinta. Quasi subito il marito ha iniziato a picchiarla. Le botte erano così forti che la ragazza, appena è nata sua figlia, è scappata con la neonata dalla madre e da allora vivono in tre in via Pobedonosnaya a Lugansk.

Chi è sopravvissuto all’agosto del 2014 nella Repubblica Popolare di Lugansk sa che in quel periodo la città era bombardata tutti i giorni. Lana ha raccontato che mentre stava facendo la fila per prendere l’acqua, sotto i suoi occhi, “una donna fu spaccata in due da una mina”.

Nella città non c’erano né luce, né acqua, né connessione.

Si può sopravvivere senza tante cose, ma non senza pane e senza acqua.

Le persone uscivano di casa e così diventavano bersagli.

Mi ricordo molto bene come mi descrivevano l’agosto gli abitanti locali, incluso Zhenya, nel 2014, subito dopo gli eventi. La gente non riusciva a parlarne. Le voci si imbrogliavano, tremavano, le lacrime scendevano. Zhenya: “Questo era un “divertimento” dei liberatori, sparare sulle persone che stavano facendo la fila per l’acqua, per il pane, nei luoghi dove c’era la connessione per i cellulari. Lì si radunavano centinaia di persone, per far sapere ai parenti o agli amici che erano ancora vivi. I cecchini lavoravano a tutto spiano.”

Mi ricordo il racconto di Zhenya, come saliva sul tetto per la connessione, per poter inviare un messaggio “sono vivo”. La connessione non c’era, ma si vedeva bene come veniva bombardata la città.

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E dopo il periodo più duro per Lugansk, Raisa Petrovna, la madre di Lana, ha avuto un ictus. Quante storie del genere abbiamo sentito, quante persone sono state colpite in questo modo dopo le più dure azioni belliche? Quanti sono morti così?

Dopo l’ictus, aveva bisogno della terapia. Non avevano soldi per le medicine – raccoglievano aiuti da amici e vicini di casa, questi debiti non sono stati ancora pagati. I medici non davano alcuna speranza che sarebbe riuscita ad alzarsi. La donna stava sempre allettata, non parlava, ma la figlia e la nipote sono riuscite ad alzarla in piedi. Adesso, anche se con difficoltà, lei cammina. I medici non volevano crederci.

Ogni primavera e ogni autunno deve fare un corso di terapia con Ceraxon e Mexidol. Anche Lana ha problemi di salute, deve fare degli esami. Non ha un lavoro normale, sopravvive con dei lavori saltuari. I soldi per gli esami e le medicine non ci sono.

Quando le donne hanno visto la quantità di alimenti portati dai nostri ragazzi, hanno detto che sarebbero bastati per due mesi! Guardate le foto, non è poi così tanto alla fine…

Si vergognavano di accettare gli aiuti, Zhenya l’ha convinte con difficoltà…

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I nostri aiuti umanitari.

Grazie a voi, amici!

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook  o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).

L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Leggete, per favore

 

Ci sono dei post difficili da scrivere, perché è duro, perché qualsiasi dettaglio della storia trasmette solo disperazione. Prima ti colgono le emozioni e poi arriva il vuoto cupo, dove si sente solo il battito delle dita sulla tastiera. Non è un post del genere, non vi spaventate. Apritelo, leggetelo per favore perché è solo per questo che io insieme ai miei amici abbiamo iniziato tutto ciò.

Questo post è sulla disperazione e sul miracolo.

A luglio abbiamo scritto un post su Natasha. Sono pochi i post sull’aiuto ai bisognosi che riscuotono tale interesse. Mi hanno contattata tante persone che volevano aiutare Natasha. Non ho mai visto tanta affluenza nel mio blog e grazie a questo, siamo riusciti ad aiutare questa donna.

Ho scritto “donna”, ma in realtà è una ragazza, ha 34 anni. Ha vissuto così tante disgrazie che a molti sarebbero bastate per più vite.
Il marito di Natasha si unì alla milizia popolare durante i primi giorni guerra. Fu ucciso. A causa  dei bombardamenti la loro casa è diventata inagibile ed insieme ai suoi figli è stata accolta nella vecchia casa di alcuni conoscenti. Natasha soffre di epilessia, da quando è iniziata la guerra nel 2014 gli attacchi sono diventati più forti. Il risultato è stato che ha perso ogni nuovo posto di lavoro e le è comparsa una cisti sulla testa. È stata operata e le hanno messo una placca…

I soldi per la placca sono stati raccolti dalla madre chiedendo prestiti a vicini e conoscenti. Ultimamente Natasha ha sempre vissuto dovendo fare i conti con i debiti – era indebitata fino al collo: con i negozi e con i conoscenti… Nessun lavoro, nessun denaro…

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Però devo raccontare tutto come si deve: poco fa è arrivato il risultato dell’istologia ed… è negativo! A Natasha è stata riconosciuta l’invalidità, ciò significa 2100 rubli al mese in più.

A settembre deve fare un nuovo esame dopodiché sarà prescritta una terapia.

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E grazie a voi, ha potuto ripagare tutti i debiti!!! Quelli con i vicini per la placca, e quelli con i negozi dove comprava i prodotti alimentari e la cosa più importante è che continuiamo ad aiutarla e aiuteremo con le medicine e le terapie necessarie.

Nelle foto Natasha è con i soldi, ma non è proprio così. Lena insieme a Natasha hanno restituito tutti questi soldi… Non so nemmeno come raccontarlo… Non menzioniamo queste persone su loro richiesta. Quasi tutti capivano la situazione di Natasha, nessuno le metteva fretta con la restituzione del debito. Si comportavano in modo umano, decente. Potreste dire che è una reazione normale, ma non lo è. Purtroppo, nelle situazioni del genere, le persone si comportano orribilmente. I parenti abbandonano i parenti. Quante volte ho scritto nel mio blog di figli o genitori abbandonati?

In realtà, nella Repubblica di Lugansk, la gente è speciale.

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Lì, la vita è diversa, è difficile descriverla con le parole e gli esempi. È una sensazione sottile diffusa nell’aria. La sensazione delle persone che hanno vissuto la guerra, i bombardamenti. Lì tutto è sul serio, senza inganni, le persone da quelle parti veramente sanno cosa vuol dire la parola disgrazia.

Lì non sprecano il fiato per le sciocchezze insignificanti che preoccupano tutti noi e le persone sono di un’empatia incredibile, perché hanno un concetto molto preciso della disgrazia.

Vorrei parlare anche delle persone che hanno risposto al post su Natasha. La maggioranza di chi mi ha scritto non sono persone ricche. Una gran parte delle somme inviate era di 200, 300 e 500 rubli. Le persone mi chiedevano di aspettare che arrivassero i soldi della pensione. Mi scrivevano da diverse città.

Amici, vi adoro! Grazie a voi che ci siete!

Così vinceremo!!!

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Amici, lettori – grazie dell’aiuto per Natasha!

Natasha ci ha chiamato una decina di volte, ringraziando costantemente, senza capire bene che sta succedendo. Secondo Zhenya, c’era, ovviamente, uno shock e l’incomprensione dell’accaduto.

Natasha invece sta sognando una cosa sola – tornare al lavoro. “Aiutatemi a trovare un lavoro, qualsiasi. Sono d’accordo a fare tutto, anche a pulire le scale!”

Non è molto chiaro per adesso come aiutarla, perché in questo periodo non può chinarsi, deve evitare di surriscaldarsi, di sollevare i pesi, di innervosirsi, ecc.

Mi leggono tante persone di Lugansk – magari, qualcuno ha delle idee su come Natasha possa essere utile?

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Medicine:

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Certificati medici:

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).
Se volete inviare i soldi per lei, specificate nella nota “Natasha”.
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Natasha

Ogni riga di questo testo è piena di fatti che messi insieme sono difficili da comprendere. È un orrore che gela il sangue. Non riesco a capire perché succede così, perché alcune persone devono subire così tanto dolore, così tanta disperazione e disgrazia. È difficile credere che sia possibile.

Natasha soffre di epilessia da quando è nata. Prima della guerra nel Donbass gli attacchi erano molto rari ma dopo il 2014 sono diventati costanti. Natasha lavorava all’ufficio postale ma dopo il primo attacco di epilessia le chiesero di lasciare il lavoro, poi fu sempre peggio: ad ogni episodio epilettico seguiva il licenziamento. Non esiste nessuna tutela dei contratti, il lavoro nella regione è scarso e per ogni posto ci sono file di candidati. Un datore di lavoro non ha bisogno di un disabile. Natasha è, tra l’altro, una mamma single che deve prendersi cura oltre che dei suoi due figli anche della loro nonna.

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A causa dello stress costante e della paura di perdere il lavoro, le è cresciuta una cisti in testa che le ha deformato il viso.

All’ospedale le dissero che aveva bisogno della trapanazione del cranio e di una placca che le sarebbe costata 20 mila rubli. Per Natasha quella somma era enorme, a fronte di una pensione di 2900 rubli percepita con la quale la sua famiglia compra gli alimenti, i vestiti e paga le bollette. Oltre al pagamento della placca, ci sono anche quasi tutti le analisi e gli esami. Purtroppo, Natasha e la sua famiglia, sono indebitate fino al collo.
Quando le dissero dei 30 mila rubli necessari, Natasha si sentì morire, ma sua madre chiese aiuto a tutti gli amici, vicini, conoscenti, e riuscì a raccogliere tutta la somma. Per fortuna.

Natasha è stata operata, ora bisogna aspettare il risultato dell’istologia.

Natasha non è stata abbandonata dal proprio marito scappato dalla guerra alla ricerca di una vita migliore. Il suo uomo si unì quasi subito alla milizia popolare e andò a proteggere la propria casa rimanendo ucciso, quella casa che dopo un bombardamento è diventata inagibile. Lei non riesce nemmeno a parlarne dal dolore… Natasha vive con i figli e la madre nella casa semidistrutta di alcuni conoscenti. Nelle foto si vede che manca persino la carta da parati, di lavori di rinnovamento non se ne parla.

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Vivono in 4 con la pensione della nonna di 2900 rubli. Quando sarà pronto il risultato dell’esame istologico le potranno assegnare una pensione. Al momento la famiglia letteralmente sopravvive e Natasha ha bisogno di assumere alcune medicine.
Quando la donna ha visto i prodotti alimentari che le hanno portato Zhenya e Lena, si è messa a piangere.

Io non c’ero, me lo hanno raccontato i ragazzi. Ma mi ricordo benissimo come portammo per la prima volta i prodotti alimentari a Pervomajsk nel 2014 e una donna anziana in uno dei rifugi sotterranei piangeva e mi prendeva la mano per ringraziarmi.

Il cuore mi si stringe per le emozioni che iniziano a soffocare.
Che sia maledetta questa guerra di merda.
Non ho più parole, non so che altro si può aggiungere.
È un inferno senza via d’uscita.

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Estratti dell’anamnesi di Natasha.
Se volete inviare i soldi per lei, specificate nella nota “Natasha”.
Grazie a tutti quelli che contribuiscono al nostro aiuto, a chi mi legge e non rimane indifferente di fronte a questa ferita inguaribile.

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

 

Dimesso

A maggio Seriozha ha avuto un infarto.

A causa della poliartrite degenerativa, prende tanti farmaci che purtroppo hanno un forte effetto negativo sul cuore.

Il suo spirito non è proprio combattivo. Persino mi ha scritto, chiedendo quando vengo: “Riuscirò a rivederti ancora una volta?”

I medici gli hanno prescritto un mucchio di medicine che dovrà assumere a vita.

Nel pensionato geriatrico dove vive gli possono fornire solo alcune di queste e non gli analoghi migliori.
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Ecco come stanno le cose…

Aiutiamo Seriozha dalla primavera del 2015. Non mi piace la parola “assistito”, anche perché Seriozha da tempo è diventato per noi una persona molto vicina. Non so nemmeno come definirlo.

Nell’estate 2014 Seriozha ha perso la casa a Khryashchevatoe, poi ha perso una gamba, per colpa di un trauma e di una malattia della quale soffre da tempo.

Adesso vive nel pensionato geriatrico di Lugansk.

Si possono leggere tutti i post con la sua storia qui

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Avrà bisogno di assumere regolarmente le medicine.

Se volete inviare i soldi per lui, specificate nella nota “Kutsenko”.

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Di nuovo su l’aiuto

Quando arriva il momento di scrivere l’ennesimo post di resoconto degli aiuti umanitari alle famiglie del Donbass, vado in tilt di fronte al computer. I primi duecento post del genere erano pieni delle mie emozioni e dei miei sentimenti. E poi hanno iniziato a ripetersi, queste emozioni e questi sentimenti. Tolstoy scriveva che tutte le famiglie felici si somigliano, diversamente da quelle infelici.

Io invece sono arrivata alla conclusione che la gamma delle emozioni di sofferenza non è così vasta come sembra. Le storie delle vite umane distrutte sono innumerevoli, ma a volte, scoprendone una nuova, mi rendo conto che l’ho già sentita da qualche parte. Già è capitata a qualcun altro. E come scriverla senza ripetere minimamente i vecchi testi?

L’acutezza del dolore si perde? Si attenua, forse?

Indubbiamente, sì. Tutto rotea, e penso sempre più spesso ai miei nonni che sono sopravvissuti alla guerra. Sempre più spesso percepisco le ripercussioni del fatto che siamo tutti figli della guerra. Nipoti della guerra passata da tanto tempo.
E grazie a questo, la tragedia del Donbass per me è diventata qualcosa che già c’era, anche se ha un suono diverso, si esprime con parole diverse.
Questo non la rende più sopportabile.

Aleksandra è una madre single di tre figlie – Tatyana, Nastya e Lera.
Nella foto una delle sue figlie.

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La sua situazione è molto comune – storie del genere abbondano dappertutto, anche senza guerra, ma la guerra complica i problemi. Di certe donne si può spesso sentir dire: “Se l’è cercata se ha fatto così tanti figli.” Non so cosa si sia andata a cercare la madre di queste bellissime ragazze, ma non penso che la sua colpa sia stata l’innamorarsi di un uomo che l’ha abbandonata, lasciandola lei e le proprie figlie senza aiuto.
Aleksandra da sola cresce le su tre figlie – sopravvivono grazie a un reddito bassissimo.

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Questa è un’altra famiglia numerosa, K. I loro passaporti sono andati distrutti nell’incendio causato dal bombardamento e quando hanno iniziato a rifare i documenti sono sorti dei problemi. Questa famiglia da due anni è in balia degli eventi, è difficile credere che una situazione del genere possa accadere, gli assistenti sociali la definiscono “mistica.” Purtroppo, se mancano dei documenti, non si può fare domanda per ricevere l’assegno sociale o altre forme di sostegno. La famiglia vive in una casa i cui proprietari sono andati via. Vivono per tenere d’occhio la proprietà degli altri e sopravvivono grazie all’orto e all’aiuto delle persone.

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Lei è Liudmila ed è quasi cieca. Ha una figlia di 5 mesi, Miroslava. La figlia maggiore, Dasha, aiuta a tenere in ordine la casa. Il marito solo recentemente è riuscito a trovare un lavoro, prima i soldi non c’erano. Il centro sociale di Lugansk ci aveva chiesto di aiutare la famiglia con dei prodotti alimentari. Abbiamo portato del cibo e dei pannolini.

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Lui è Liosha. È nato nel 2001. Viene da un villaggio della provincia, ora vive presso la casa dello studente del College a Lugansk dove sta studiando. La famiglia ha sofferto molto a causa delle azioni belliche e la madre non può sostenere il figlio. Durante tutto l’inverno ha avuto da indossare solo un paio di pantaloni e una maglia. Vive con una borsa di studio di 500 rubli e grazie ai piccoli lavoretti che, purtroppo, sono scarsissimi, il lavoro nelle Repubbliche è un grande problema comune.
Abbiamo portato a Liosha degli alimenti e un po’ di vestiti che ci avete dato per il Donbass.

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Amici, grazie a tutti voi che inviate soldi per le persone nel Donbass!

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Gli ultimi giorni

I post di questo genere sono i più difficili da scrivere e li rimando fino all’ultimo.
Recentemente mi hanno chiesto come sta Lilya, e ho capito che istintivamente sto cercando di evitare conversazioni su questo tema. Lilya sta morendo e tutti, tranne lei, lo sanno, ma non si può fare nulla, Lilya ha un tumore all’ultimo stadio e il processo ormai è irreversibile. La donna non ha nessuno che potrebbe aiutarla, andare a trovarla. Ha solo un figlio, ma anche egli ha bisogno d’aiuto. Le assistenti sanitarie dell’ospizio non credevano si potesse venire a trovare una persona sconosciuta, starle accanto, portarle dei regali, parlare per ore e ore. L’ultima volta che sono stata a Lugansk – fine aprile – non sono riuscita ad andare a trovare Lilya. Non ho potuto controllarmi.
Lilya sta bruciando e ci rendiamo conto che può lasciare questo mondo in qualsiasi momento. Vorrei scrivere che Lilya è ancora viva grazie a un miracolo, perché il fatto che ancora vive, con la sua diagnosi, è incredibile. D’autunno la prognosi era al massimo qualche settimana. E questo miracolo ha un nome – la nostra Lena.
Lena visita Lilya tre volte alla settimana. Tre volte alla settimana sta per ore accanto al suo letto, la sostiene, parla con lei. Tre volte alla settimana le porta da mangiare, pannoloni e traverse senza aiuti senza i quali non ce la farebbe. Porta le medicine che l’ospizio dove si trova Lilya non ha a disposizione e dopo quasi ogni viaggio si sente come un limone spremuto.
Lena, non ho parole per esprimere quanto ti sono grata.

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Ultimamente Lilya è stata nell’ospizio di Novosvetlovka. Non è un ospizio oncologico e purtroppo non le può fornire delle sostanze narcotiche di cui ha bisogno. A Lilya serve regolarmente che le tolgano del liquido dai polmoni, ma nell’ospizio mancano gli specialisti che lo possano fare. I medici dicono che le sono rimasti pochi giorni di vita.
A Novosvetlovka ci sono dei problemi con la connessione e per adesso non abbiamo potuto sintonizzare i canali tv, la sua unica consolazione. Zhenya chiama il villaggio “buco nero”, perché qui la connessione è sempre assente e non si può chiamarla nemmeno per sapere come sta.
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Nell’ospizio oncologico a Lugask Lilya è stata ricoverata per 4 mesi, invece dei soliti 28 giorni e questo è già un miracolo. Non so chi stabilisca certi regolamenti, ma sono veramente severi. Cosa si può fare in un mese, nemmeno intero? E poi le persone vengono dimesse verso il nulla. Considerato che le liste d’attesa sono lunghissime ricoverarsi lì è quasi impossibile.

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In poche parole, i nostri ragazzi sono riusciti ad organizzare di nuovo l’ammissione di Lilya all’ospizio oncologico. Non vi voglio annoiare con il lungo racconto su quanto ci sia costato ciò, ma era molto difficile, credetemi.
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E sapete quale sia la cosa più terrificante della situazione? Lilya sognava di tornare lì. Ed ecco, il suo sogno si è avverato…

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Nelle foto c’è il rendiconto del nostro aiuto a Lilya per l’ultimo mese. Grazie a tutti coloro i quali inviano dei soldi e leggono questi difficili post. È incredibilmente duro per tutti noi e nonostante i meccanismi di difesa funzionanti rimaniamo senza forze. Questo accade persino ai medici e agli assistenti che lavorano lì.

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Probabilmente è giusto che non ci si possa abituare a questo, le persone che lavorano in tali posti sono persone speciali.
Io invece ho capito che è oltre le mie capacità visitare luoghi del genere.

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Lilya è solo una delle tante che non hanno nessuno che potrebbe venire a trovale portando con se quel cioccolato che hanno tanto sognato. Quest’inverno nella camera insieme a Lilya c’era Nina. Morì un paio di giorni dopo la nostra visita. Quando le chiedemmo che cosa gradisse ci rispose: “Del salame…” Lena pianse a lungo dopo questo “salame”.

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A parte Lilya, aiutiamo anche altre persone con problemi oncologici: se decidete di aiutarle, quando ci inviate i soldi specificate nella nota “cancro”. Tranne noi, nessuno le può aiutare. Grazie…

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Upd: Lilya è morta

Ho appena saputo che Lilya è morta oggi.

Grazie a tutti quelli che l’hanno aiutata.

La ricordo così come in questa foto – come una donna che non si arrende, non si perde d’animo, che sorride e gioisce, nonostante il dolore e la sofferenza.

RIP

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“Faceva paura.”

Lena è andata a trovare il nostro Seriozha. Dalla terapia intensiva è stato trasferito in una camera comune.

Quanto ci ha spaventato, questo mascalzone.

Scherza ed impreca, ma senza malizia, e ovviamente è il trascinatore della compagnia nella camera. Non ho mai incontrato una persona che conosce tutte le barzellette nel mondo. Le raccolgo, per sorprenderlo, ed è molto raro che non le conosca. Quasi sempre, alla seconda parola inizia a raccontare al mio posto. Così fa divertire tutti i pazienti della camera ospedaliera.

Solo una delle infermiere riesce a farlo alzare. Seriozha sempre risponde: “La sposerò, è mia!”

Tipico di lui.

Gli fanno iniezioni d’eparina, gli danno delle pillole. Hanno prescritto un sacco di farmaci ed è importante che li prenda.

“Faceva paura. Un maglio premeva sul cuore e scottava come il fuoco,” – così Seriozha ha avuto l’infarto.

Avevo tanta paura che dopo la visita Lena avrebbe detto che Seriozha era completamente depresso. Ma questo “la sposerò” dà speranza.

A Seriozha manca il suo “carro armato” (la carrozzina elettrica che gli è stata regalata – NdT), e sempre cercava di scappare dall’ospedale.

Adesso è il periodo migliore per le passeggiate dalla mattina alla sera. A Lugansk il tempo è perfetto – ancora non è arrivato il caldo cocente estivo e tutto è coperto del verde.

Vicino al pensionato geriatrico c’è un fantastico bosco – grande e bello. Ci sono tanti sentieri e la sua carrozzina elettrica può passare di lì.
Non ho visto Seriozha senza camicia da tanto tempo e guardando le sue articolazioni nelle foto sono rimasta male.

Queste sono le notizie.

Se qualcuno non sa di chi si tratta, è il nostro Seriozha – già da tempo un’anima cara per molti dei nostri lettori. L’abbiamo conosciuto tre anni fa. All’epoca abitava da solo, senza famiglia, nel villaggio di Khryashchevatoe, in una baracca senza acqua e senza luce. Perché in una baracca? Perché ha perso la casa durante un bombardamento da parte delle forze armate ucraine. Il villaggio è stato completamente distrutto nell’estate 2014. Se passi per la via centrale puoi vederne le rovine…
Seriozha soffriva di poliartrite e camminava con difficoltà. Dopo la nostra partenza è caduto ed è stato così, per terra, per 24 ore. I vicini non sentivano le sue grida, il cellulare era scarico. Poi l’hanno portato all’ospedale, ma non sono riusciti a salvargli la gamba. La cosa più importante però è che è sopravvissuto. La sua situazione era molto grave e allora abbiamo deciso di istituire una tutela di lui. L’abbiamo fatto ricoverare nel pensionato geriatrico e lo aiutiamo sempre. Ne racconto regolarmente in questo blog. D’autunno Natasha ha praticamente dato una seconda vita a Seriozha, regalando una nuova carrozzina elettrica tedesca, che tra noi chiamiamo “carro armato”. Da giovane Seriozha faceva il servizio militare come carrista ed era anche maestro di pugilato.
Tutti i post a proposito di Seriozha si trovano qui
.

Grazie a tutti quelli che ci aiutano! Se volete inviare i soldi per aiutare Seriozha, specificate nella nota “Kutsenko”

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).

L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Forza, Seriozha!

Seriozha ha avuto un infarto.

Adesso sta in terapia intensiva. Nessuna visita è ammessa, il suo stato è stabile.
Parliamo per telefono ma, sinceramente, siamo shoccate.

I medici sospettano che l’infarto sia stato causato dall’antidolorifico che prende regolarmente per il dolore alle articolazioni.

Si sa che provoca infarti ed ictus…

Non sono un medico, non lo posso commentare.

Se avessimo saputo…

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Seriozha, come sapete dai miei post soffre di poliartrite e negli ultimi mesi il dolore alle articolazioni è diventato più forte, le mani funzionano molto male.

Abbiamo scoperto che ha dei problemi con l’ostruzione intestinale.

Cerchiamo di sostenerlo il meglio possibile…
Ultimamente mi ha scritto ma non ho mai avuto tempo di rispondergli come si deve…
Ma come si fa, Seriozha?

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Sì, ha bisogno delle medicine, delle salviette umide, delle traverse monouso. Abbiamo già mandato il necessario richiesto dai medici. Sembra che i farmaci nell’ospedale ci siano, ma non bastino per tutti…

Ecco.

Pregate per il nostro Seriozha.

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Quando ci inviate i soldi specificate nella nota “Kutsenko”.

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).

L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Saluti da Seriozha

È da un pezzo che non scrivo più di Seriozha, e non va bene.

Tre anni fa lo chiamavo Sergey Vladimirovich e gli davo del Lei.

Sì, infatti, sono passati tre anni. L’abbiamo conosciuto nell’aprile 2015 a Khryashchevatoe. Camminava appoggiandosi su una stampella avvolta con lo scotch. Nella sua baracca dove abitava dopo che la sua casa era stata distrutta dal bombardamento d’artiglieria non c’erano né acqua né luce. Tutto il villaggio era stato praticamente livellato al suolo nel 2014, per un anno intero i suoi abitanti sono sopravvissuti senza nulla, i lavori di ricostruzione sono stati lenti e lunghi.

Tre settimane dopo la nostra visita ad aprile cadde e si ruppe una gamba. Rimase così per 24 ore – il cellulare era scarico e nessuno sentì le sue grida. Poi venne un’ambulanza e lo portarono all’ospedale, ma non riuscirono a salvargli la gamba. Grazie a Dio, è sopravvissuto. Seriozha soffre di poliartrite e cammina con fatica. Il nostro incontro è stato un vero miracolo – altrimenti non saremmo stati in grado di aiutarlo…

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Adesso gli do sempre del tu.

Gli mando le foto di mia figlia e lui mi invia sempre dei video con dei gif buffi.

Adesso è quasi arrivata l’estate e Seriozha sta quasi sempre fuori. Sulla sua nuova carrozzina elettrica, per la prima volta può fare delle passeggiate fuori, quando il tempo lo permette. Gliela abbiamo regalata quando era ancora inverno e passare sopra la neve con la carrozzina era difficile. Quindi poteva esplorare le sue capacità solo nei corridoi, ma non è la stessa cosa.

Natasha, ti ringrazio di cuore. Ogni volta ti scriverò. La carrozzina ha salvato Seriozha, perché si stava spegnendo per la propria impotenza e dipendenza dal personale medico. Gli ha dato un secondo fiato e non sono parole vuote per il blog.

La carrozzina gli permette di andare sul terreno irregolare e adesso passeggia dappertutto anche per l’enorme bosco che sta accanto al suo pensionato geriatrico. Il bosco è molto bello e grande.

Le velocità non gli bastano, vuole la quinta.

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Seriozha saluta tutti!

A volte visita questo blog e legge questi post, quindi gli potete scrivere nei commenti.

Zhenya e Lena cercano di andare a trovarlo il più spesso possibile e di portargli qualcosa di buono da mangiare, ma in realtà al pensionato si mangia bene. Solo che è tutto molto dietetico.

Grazie a tutti quelli che partecipano al nostro aiuto!

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.