Leggete, per favore

 

Ci sono dei post difficili da scrivere, perché è duro, perché qualsiasi dettaglio della storia trasmette solo disperazione. Prima ti colgono le emozioni e poi arriva il vuoto cupo, dove si sente solo il battito delle dita sulla tastiera. Non è un post del genere, non vi spaventate. Apritelo, leggetelo per favore perché è solo per questo che io insieme ai miei amici abbiamo iniziato tutto ciò.

Questo post è sulla disperazione e sul miracolo.

A luglio abbiamo scritto un post su Natasha. Sono pochi i post sull’aiuto ai bisognosi che riscuotono tale interesse. Mi hanno contattata tante persone che volevano aiutare Natasha. Non ho mai visto tanta affluenza nel mio blog e grazie a questo, siamo riusciti ad aiutare questa donna.

Ho scritto “donna”, ma in realtà è una ragazza, ha 34 anni. Ha vissuto così tante disgrazie che a molti sarebbero bastate per più vite.
Il marito di Natasha si unì alla milizia popolare durante i primi giorni guerra. Fu ucciso. A causa  dei bombardamenti la loro casa è diventata inagibile ed insieme ai suoi figli è stata accolta nella vecchia casa di alcuni conoscenti. Natasha soffre di epilessia, da quando è iniziata la guerra nel 2014 gli attacchi sono diventati più forti. Il risultato è stato che ha perso ogni nuovo posto di lavoro e le è comparsa una cisti sulla testa. È stata operata e le hanno messo una placca…

I soldi per la placca sono stati raccolti dalla madre chiedendo prestiti a vicini e conoscenti. Ultimamente Natasha ha sempre vissuto dovendo fare i conti con i debiti – era indebitata fino al collo: con i negozi e con i conoscenti… Nessun lavoro, nessun denaro…

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Però devo raccontare tutto come si deve: poco fa è arrivato il risultato dell’istologia ed… è negativo! A Natasha è stata riconosciuta l’invalidità, ciò significa 2100 rubli al mese in più.

A settembre deve fare un nuovo esame dopodiché sarà prescritta una terapia.

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E grazie a voi, ha potuto ripagare tutti i debiti!!! Quelli con i vicini per la placca, e quelli con i negozi dove comprava i prodotti alimentari e la cosa più importante è che continuiamo ad aiutarla e aiuteremo con le medicine e le terapie necessarie.

Nelle foto Natasha è con i soldi, ma non è proprio così. Lena insieme a Natasha hanno restituito tutti questi soldi… Non so nemmeno come raccontarlo… Non menzioniamo queste persone su loro richiesta. Quasi tutti capivano la situazione di Natasha, nessuno le metteva fretta con la restituzione del debito. Si comportavano in modo umano, decente. Potreste dire che è una reazione normale, ma non lo è. Purtroppo, nelle situazioni del genere, le persone si comportano orribilmente. I parenti abbandonano i parenti. Quante volte ho scritto nel mio blog di figli o genitori abbandonati?

In realtà, nella Repubblica di Lugansk, la gente è speciale.

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Lì, la vita è diversa, è difficile descriverla con le parole e gli esempi. È una sensazione sottile diffusa nell’aria. La sensazione delle persone che hanno vissuto la guerra, i bombardamenti. Lì tutto è sul serio, senza inganni, le persone da quelle parti veramente sanno cosa vuol dire la parola disgrazia.

Lì non sprecano il fiato per le sciocchezze insignificanti che preoccupano tutti noi e le persone sono di un’empatia incredibile, perché hanno un concetto molto preciso della disgrazia.

Vorrei parlare anche delle persone che hanno risposto al post su Natasha. La maggioranza di chi mi ha scritto non sono persone ricche. Una gran parte delle somme inviate era di 200, 300 e 500 rubli. Le persone mi chiedevano di aspettare che arrivassero i soldi della pensione. Mi scrivevano da diverse città.

Amici, vi adoro! Grazie a voi che ci siete!

Così vinceremo!!!

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Amici, lettori – grazie dell’aiuto per Natasha!

Natasha ci ha chiamato una decina di volte, ringraziando costantemente, senza capire bene che sta succedendo. Secondo Zhenya, c’era, ovviamente, uno shock e l’incomprensione dell’accaduto.

Natasha invece sta sognando una cosa sola – tornare al lavoro. “Aiutatemi a trovare un lavoro, qualsiasi. Sono d’accordo a fare tutto, anche a pulire le scale!”

Non è molto chiaro per adesso come aiutarla, perché in questo periodo non può chinarsi, deve evitare di surriscaldarsi, di sollevare i pesi, di innervosirsi, ecc.

Mi leggono tante persone di Lugansk – magari, qualcuno ha delle idee su come Natasha possa essere utile?

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Medicine:

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Certificati medici:

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).
Se volete inviare i soldi per lei, specificate nella nota “Natasha”.
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Natasha

Ogni riga di questo testo è piena di fatti che messi insieme sono difficili da comprendere. È un orrore che gela il sangue. Non riesco a capire perché succede così, perché alcune persone devono subire così tanto dolore, così tanta disperazione e disgrazia. È difficile credere che sia possibile.

Natasha soffre di epilessia da quando è nata. Prima della guerra nel Donbass gli attacchi erano molto rari ma dopo il 2014 sono diventati costanti. Natasha lavorava all’ufficio postale ma dopo il primo attacco di epilessia le chiesero di lasciare il lavoro, poi fu sempre peggio: ad ogni episodio epilettico seguiva il licenziamento. Non esiste nessuna tutela dei contratti, il lavoro nella regione è scarso e per ogni posto ci sono file di candidati. Un datore di lavoro non ha bisogno di un disabile. Natasha è, tra l’altro, una mamma single che deve prendersi cura oltre che dei suoi due figli anche della loro nonna.

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A causa dello stress costante e della paura di perdere il lavoro, le è cresciuta una cisti in testa che le ha deformato il viso.

All’ospedale le dissero che aveva bisogno della trapanazione del cranio e di una placca che le sarebbe costata 20 mila rubli. Per Natasha quella somma era enorme, a fronte di una pensione di 2900 rubli percepita con la quale la sua famiglia compra gli alimenti, i vestiti e paga le bollette. Oltre al pagamento della placca, ci sono anche quasi tutti le analisi e gli esami. Purtroppo, Natasha e la sua famiglia, sono indebitate fino al collo.
Quando le dissero dei 30 mila rubli necessari, Natasha si sentì morire, ma sua madre chiese aiuto a tutti gli amici, vicini, conoscenti, e riuscì a raccogliere tutta la somma. Per fortuna.

Natasha è stata operata, ora bisogna aspettare il risultato dell’istologia.

Natasha non è stata abbandonata dal proprio marito scappato dalla guerra alla ricerca di una vita migliore. Il suo uomo si unì quasi subito alla milizia popolare e andò a proteggere la propria casa rimanendo ucciso, quella casa che dopo un bombardamento è diventata inagibile. Lei non riesce nemmeno a parlarne dal dolore… Natasha vive con i figli e la madre nella casa semidistrutta di alcuni conoscenti. Nelle foto si vede che manca persino la carta da parati, di lavori di rinnovamento non se ne parla.

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Vivono in 4 con la pensione della nonna di 2900 rubli. Quando sarà pronto il risultato dell’esame istologico le potranno assegnare una pensione. Al momento la famiglia letteralmente sopravvive e Natasha ha bisogno di assumere alcune medicine.
Quando la donna ha visto i prodotti alimentari che le hanno portato Zhenya e Lena, si è messa a piangere.

Io non c’ero, me lo hanno raccontato i ragazzi. Ma mi ricordo benissimo come portammo per la prima volta i prodotti alimentari a Pervomajsk nel 2014 e una donna anziana in uno dei rifugi sotterranei piangeva e mi prendeva la mano per ringraziarmi.

Il cuore mi si stringe per le emozioni che iniziano a soffocare.
Che sia maledetta questa guerra di merda.
Non ho più parole, non so che altro si può aggiungere.
È un inferno senza via d’uscita.

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Estratti dell’anamnesi di Natasha.
Se volete inviare i soldi per lei, specificate nella nota “Natasha”.
Grazie a tutti quelli che contribuiscono al nostro aiuto, a chi mi legge e non rimane indifferente di fronte a questa ferita inguaribile.

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.