Gli ultimi giorni

I post di questo genere sono i più difficili da scrivere e li rimando fino all’ultimo.
Recentemente mi hanno chiesto come sta Lilya, e ho capito che istintivamente sto cercando di evitare conversazioni su questo tema. Lilya sta morendo e tutti, tranne lei, lo sanno, ma non si può fare nulla, Lilya ha un tumore all’ultimo stadio e il processo ormai è irreversibile. La donna non ha nessuno che potrebbe aiutarla, andare a trovarla. Ha solo un figlio, ma anche egli ha bisogno d’aiuto. Le assistenti sanitarie dell’ospizio non credevano si potesse venire a trovare una persona sconosciuta, starle accanto, portarle dei regali, parlare per ore e ore. L’ultima volta che sono stata a Lugansk – fine aprile – non sono riuscita ad andare a trovare Lilya. Non ho potuto controllarmi.
Lilya sta bruciando e ci rendiamo conto che può lasciare questo mondo in qualsiasi momento. Vorrei scrivere che Lilya è ancora viva grazie a un miracolo, perché il fatto che ancora vive, con la sua diagnosi, è incredibile. D’autunno la prognosi era al massimo qualche settimana. E questo miracolo ha un nome – la nostra Lena.
Lena visita Lilya tre volte alla settimana. Tre volte alla settimana sta per ore accanto al suo letto, la sostiene, parla con lei. Tre volte alla settimana le porta da mangiare, pannoloni e traverse senza aiuti senza i quali non ce la farebbe. Porta le medicine che l’ospizio dove si trova Lilya non ha a disposizione e dopo quasi ogni viaggio si sente come un limone spremuto.
Lena, non ho parole per esprimere quanto ti sono grata.

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Ultimamente Lilya è stata nell’ospizio di Novosvetlovka. Non è un ospizio oncologico e purtroppo non le può fornire delle sostanze narcotiche di cui ha bisogno. A Lilya serve regolarmente che le tolgano del liquido dai polmoni, ma nell’ospizio mancano gli specialisti che lo possano fare. I medici dicono che le sono rimasti pochi giorni di vita.
A Novosvetlovka ci sono dei problemi con la connessione e per adesso non abbiamo potuto sintonizzare i canali tv, la sua unica consolazione. Zhenya chiama il villaggio “buco nero”, perché qui la connessione è sempre assente e non si può chiamarla nemmeno per sapere come sta.
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Nell’ospizio oncologico a Lugask Lilya è stata ricoverata per 4 mesi, invece dei soliti 28 giorni e questo è già un miracolo. Non so chi stabilisca certi regolamenti, ma sono veramente severi. Cosa si può fare in un mese, nemmeno intero? E poi le persone vengono dimesse verso il nulla. Considerato che le liste d’attesa sono lunghissime ricoverarsi lì è quasi impossibile.

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In poche parole, i nostri ragazzi sono riusciti ad organizzare di nuovo l’ammissione di Lilya all’ospizio oncologico. Non vi voglio annoiare con il lungo racconto su quanto ci sia costato ciò, ma era molto difficile, credetemi.
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E sapete quale sia la cosa più terrificante della situazione? Lilya sognava di tornare lì. Ed ecco, il suo sogno si è avverato…

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Nelle foto c’è il rendiconto del nostro aiuto a Lilya per l’ultimo mese. Grazie a tutti coloro i quali inviano dei soldi e leggono questi difficili post. È incredibilmente duro per tutti noi e nonostante i meccanismi di difesa funzionanti rimaniamo senza forze. Questo accade persino ai medici e agli assistenti che lavorano lì.

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Probabilmente è giusto che non ci si possa abituare a questo, le persone che lavorano in tali posti sono persone speciali.
Io invece ho capito che è oltre le mie capacità visitare luoghi del genere.

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Lilya è solo una delle tante che non hanno nessuno che potrebbe venire a trovale portando con se quel cioccolato che hanno tanto sognato. Quest’inverno nella camera insieme a Lilya c’era Nina. Morì un paio di giorni dopo la nostra visita. Quando le chiedemmo che cosa gradisse ci rispose: “Del salame…” Lena pianse a lungo dopo questo “salame”.

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A parte Lilya, aiutiamo anche altre persone con problemi oncologici: se decidete di aiutarle, quando ci inviate i soldi specificate nella nota “cancro”. Tranne noi, nessuno le può aiutare. Grazie…

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vk, facebook o per l’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o inglese).
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Upd: Lilya è morta

Ho appena saputo che Lilya è morta oggi.

Grazie a tutti quelli che l’hanno aiutata.

La ricordo così come in questa foto – come una donna che non si arrende, non si perde d’animo, che sorride e gioisce, nonostante il dolore e la sofferenza.

RIP

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