Dimesso

A maggio Seriozha ha avuto un infarto.

A causa della poliartrite degenerativa, prende tanti farmaci che purtroppo hanno un forte effetto negativo sul cuore.

Il suo spirito non è proprio combattivo. Persino mi ha scritto, chiedendo quando vengo: “Riuscirò a rivederti ancora una volta?”

I medici gli hanno prescritto un mucchio di medicine che dovrà assumere a vita.

Nel pensionato geriatrico dove vive gli possono fornire solo alcune di queste e non gli analoghi migliori.
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Ecco come stanno le cose…

Aiutiamo Seriozha dalla primavera del 2015. Non mi piace la parola “assistito”, anche perché Seriozha da tempo è diventato per noi una persona molto vicina. Non so nemmeno come definirlo.

Nell’estate 2014 Seriozha ha perso la casa a Khryashchevatoe, poi ha perso una gamba, per colpa di un trauma e di una malattia della quale soffre da tempo.

Adesso vive nel pensionato geriatrico di Lugansk.

Si possono leggere tutti i post con la sua storia qui

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Avrà bisogno di assumere regolarmente le medicine.

Se volete inviare i soldi per lui, specificate nella nota “Kutsenko”.

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vkfacebook o all’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o in inglese).
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Di nuovo su l’aiuto

Quando arriva il momento di scrivere l’ennesimo post di resoconto degli aiuti umanitari alle famiglie del Donbass, vado in tilt di fronte al computer. I primi duecento post del genere erano pieni delle mie emozioni e dei miei sentimenti. E poi hanno iniziato a ripetersi, queste emozioni e questi sentimenti. Tolstoy scriveva che tutte le famiglie felici si somigliano, diversamente da quelle infelici.

Io invece sono arrivata alla conclusione che la gamma delle emozioni di sofferenza non è così vasta come sembra. Le storie delle vite umane distrutte sono innumerevoli, ma a volte, scoprendone una nuova, mi rendo conto che l’ho già sentita da qualche parte. Già è capitata a qualcun altro. E come scriverla senza ripetere minimamente i vecchi testi?

L’acutezza del dolore si perde? Si attenua, forse?

Indubbiamente, sì. Tutto rotea, e penso sempre più spesso ai miei nonni che sono sopravvissuti alla guerra. Sempre più spesso percepisco le ripercussioni del fatto che siamo tutti figli della guerra. Nipoti della guerra passata da tanto tempo.
E grazie a questo, la tragedia del Donbass per me è diventata qualcosa che già c’era, anche se ha un suono diverso, si esprime con parole diverse.
Questo non la rende più sopportabile.

Aleksandra è una madre single di tre figlie – Tatyana, Nastya e Lera.
Nella foto una delle sue figlie.

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La sua situazione è molto comune – storie del genere abbondano dappertutto, anche senza guerra, ma la guerra complica i problemi. Di certe donne si può spesso sentir dire: “Se l’è cercata se ha fatto così tanti figli.” Non so cosa si sia andata a cercare la madre di queste bellissime ragazze, ma non penso che la sua colpa sia stata l’innamorarsi di un uomo che l’ha abbandonata, lasciandola lei e le proprie figlie senza aiuto.
Aleksandra da sola cresce le su tre figlie – sopravvivono grazie a un reddito bassissimo.

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Questa è un’altra famiglia numerosa, K. I loro passaporti sono andati distrutti nell’incendio causato dal bombardamento e quando hanno iniziato a rifare i documenti sono sorti dei problemi. Questa famiglia da due anni è in balia degli eventi, è difficile credere che una situazione del genere possa accadere, gli assistenti sociali la definiscono “mistica.” Purtroppo, se mancano dei documenti, non si può fare domanda per ricevere l’assegno sociale o altre forme di sostegno. La famiglia vive in una casa i cui proprietari sono andati via. Vivono per tenere d’occhio la proprietà degli altri e sopravvivono grazie all’orto e all’aiuto delle persone.

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Lei è Liudmila ed è quasi cieca. Ha una figlia di 5 mesi, Miroslava. La figlia maggiore, Dasha, aiuta a tenere in ordine la casa. Il marito solo recentemente è riuscito a trovare un lavoro, prima i soldi non c’erano. Il centro sociale di Lugansk ci aveva chiesto di aiutare la famiglia con dei prodotti alimentari. Abbiamo portato del cibo e dei pannolini.

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Lui è Liosha. È nato nel 2001. Viene da un villaggio della provincia, ora vive presso la casa dello studente del College a Lugansk dove sta studiando. La famiglia ha sofferto molto a causa delle azioni belliche e la madre non può sostenere il figlio. Durante tutto l’inverno ha avuto da indossare solo un paio di pantaloni e una maglia. Vive con una borsa di studio di 500 rubli e grazie ai piccoli lavoretti che, purtroppo, sono scarsissimi, il lavoro nelle Repubbliche è un grande problema comune.
Abbiamo portato a Liosha degli alimenti e un po’ di vestiti che ci avete dato per il Donbass.

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Amici, grazie a tutti voi che inviate soldi per le persone nel Donbass!

Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vk, facebook o per l’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o inglese).
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Gli ultimi giorni

I post di questo genere sono i più difficili da scrivere e li rimando fino all’ultimo.
Recentemente mi hanno chiesto come sta Lilya, e ho capito che istintivamente sto cercando di evitare conversazioni su questo tema. Lilya sta morendo e tutti, tranne lei, lo sanno, ma non si può fare nulla, Lilya ha un tumore all’ultimo stadio e il processo ormai è irreversibile. La donna non ha nessuno che potrebbe aiutarla, andare a trovarla. Ha solo un figlio, ma anche egli ha bisogno d’aiuto. Le assistenti sanitarie dell’ospizio non credevano si potesse venire a trovare una persona sconosciuta, starle accanto, portarle dei regali, parlare per ore e ore. L’ultima volta che sono stata a Lugansk – fine aprile – non sono riuscita ad andare a trovare Lilya. Non ho potuto controllarmi.
Lilya sta bruciando e ci rendiamo conto che può lasciare questo mondo in qualsiasi momento. Vorrei scrivere che Lilya è ancora viva grazie a un miracolo, perché il fatto che ancora vive, con la sua diagnosi, è incredibile. D’autunno la prognosi era al massimo qualche settimana. E questo miracolo ha un nome – la nostra Lena.
Lena visita Lilya tre volte alla settimana. Tre volte alla settimana sta per ore accanto al suo letto, la sostiene, parla con lei. Tre volte alla settimana le porta da mangiare, pannoloni e traverse senza aiuti senza i quali non ce la farebbe. Porta le medicine che l’ospizio dove si trova Lilya non ha a disposizione e dopo quasi ogni viaggio si sente come un limone spremuto.
Lena, non ho parole per esprimere quanto ti sono grata.

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Ultimamente Lilya è stata nell’ospizio di Novosvetlovka. Non è un ospizio oncologico e purtroppo non le può fornire delle sostanze narcotiche di cui ha bisogno. A Lilya serve regolarmente che le tolgano del liquido dai polmoni, ma nell’ospizio mancano gli specialisti che lo possano fare. I medici dicono che le sono rimasti pochi giorni di vita.
A Novosvetlovka ci sono dei problemi con la connessione e per adesso non abbiamo potuto sintonizzare i canali tv, la sua unica consolazione. Zhenya chiama il villaggio “buco nero”, perché qui la connessione è sempre assente e non si può chiamarla nemmeno per sapere come sta.
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Nell’ospizio oncologico a Lugask Lilya è stata ricoverata per 4 mesi, invece dei soliti 28 giorni e questo è già un miracolo. Non so chi stabilisca certi regolamenti, ma sono veramente severi. Cosa si può fare in un mese, nemmeno intero? E poi le persone vengono dimesse verso il nulla. Considerato che le liste d’attesa sono lunghissime ricoverarsi lì è quasi impossibile.

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In poche parole, i nostri ragazzi sono riusciti ad organizzare di nuovo l’ammissione di Lilya all’ospizio oncologico. Non vi voglio annoiare con il lungo racconto su quanto ci sia costato ciò, ma era molto difficile, credetemi.
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E sapete quale sia la cosa più terrificante della situazione? Lilya sognava di tornare lì. Ed ecco, il suo sogno si è avverato…

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Nelle foto c’è il rendiconto del nostro aiuto a Lilya per l’ultimo mese. Grazie a tutti coloro i quali inviano dei soldi e leggono questi difficili post. È incredibilmente duro per tutti noi e nonostante i meccanismi di difesa funzionanti rimaniamo senza forze. Questo accade persino ai medici e agli assistenti che lavorano lì.

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Probabilmente è giusto che non ci si possa abituare a questo, le persone che lavorano in tali posti sono persone speciali.
Io invece ho capito che è oltre le mie capacità visitare luoghi del genere.

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Lilya è solo una delle tante che non hanno nessuno che potrebbe venire a trovale portando con se quel cioccolato che hanno tanto sognato. Quest’inverno nella camera insieme a Lilya c’era Nina. Morì un paio di giorni dopo la nostra visita. Quando le chiedemmo che cosa gradisse ci rispose: “Del salame…” Lena pianse a lungo dopo questo “salame”.

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A parte Lilya, aiutiamo anche altre persone con problemi oncologici: se decidete di aiutarle, quando ci inviate i soldi specificate nella nota “cancro”. Tranne noi, nessuno le può aiutare. Grazie…

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Se volete contribuire all’aiuto per il Donbass potete scrivermi un messaggio privato su vk, facebook o per l’email littlehirosima@gmail.com (si può scrivere in russo o inglese).
L’informazione dettagliata su l’aiuto umanitario si trova qui.

Upd: Lilya è morta

Ho appena saputo che Lilya è morta oggi.

Grazie a tutti quelli che l’hanno aiutata.

La ricordo così come in questa foto – come una donna che non si arrende, non si perde d’animo, che sorride e gioisce, nonostante il dolore e la sofferenza.

RIP

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“Faceva paura.”

Lena è andata a trovare il nostro Seriozha. Dalla terapia intensiva è stato trasferito in una camera comune.

Quanto ci ha spaventato, questo mascalzone.

Scherza ed impreca, ma senza malizia, e ovviamente è il trascinatore della compagnia nella camera. Non ho mai incontrato una persona che conosce tutte le barzellette nel mondo. Le raccolgo, per sorprenderlo, ed è molto raro che non le conosca. Quasi sempre, alla seconda parola inizia a raccontare al mio posto. Così fa divertire tutti i pazienti della camera ospedaliera.

Solo una delle infermiere riesce a farlo alzare. Seriozha sempre risponde: “La sposerò, è mia!”

Tipico di lui.

Gli fanno iniezioni d’eparina, gli danno delle pillole. Hanno prescritto un sacco di farmaci ed è importante che li prenda.

“Faceva paura. Un maglio premeva sul cuore e scottava come il fuoco,” – così Seriozha ha avuto l’infarto.

Avevo tanta paura che dopo la visita Lena avrebbe detto che Seriozha era completamente depresso. Ma questo “la sposerò” dà speranza.

A Seriozha manca il suo “carro armato” (la carrozzina elettrica che gli è stata regalata – NdT), e sempre cercava di scappare dall’ospedale.

Adesso è il periodo migliore per le passeggiate dalla mattina alla sera. A Lugansk il tempo è perfetto – ancora non è arrivato il caldo cocente estivo e tutto è coperto del verde.

Vicino al pensionato geriatrico c’è un fantastico bosco – grande e bello. Ci sono tanti sentieri e la sua carrozzina elettrica può passare di lì.
Non ho visto Seriozha senza camicia da tanto tempo e guardando le sue articolazioni nelle foto sono rimasta male.

Queste sono le notizie.

Se qualcuno non sa di chi si tratta, è il nostro Seriozha – già da tempo un’anima cara per molti dei nostri lettori. L’abbiamo conosciuto tre anni fa. All’epoca abitava da solo, senza famiglia, nel villaggio di Khryashchevatoe, in una baracca senza acqua e senza luce. Perché in una baracca? Perché ha perso la casa durante un bombardamento da parte delle forze armate ucraine. Il villaggio è stato completamente distrutto nell’estate 2014. Se passi per la via centrale puoi vederne le rovine…
Seriozha soffriva di poliartrite e camminava con difficoltà. Dopo la nostra partenza è caduto ed è stato così, per terra, per 24 ore. I vicini non sentivano le sue grida, il cellulare era scarico. Poi l’hanno portato all’ospedale, ma non sono riusciti a salvargli la gamba. La cosa più importante però è che è sopravvissuto. La sua situazione era molto grave e allora abbiamo deciso di istituire una tutela di lui. L’abbiamo fatto ricoverare nel pensionato geriatrico e lo aiutiamo sempre. Ne racconto regolarmente in questo blog. D’autunno Natasha ha praticamente dato una seconda vita a Seriozha, regalando una nuova carrozzina elettrica tedesca, che tra noi chiamiamo “carro armato”. Da giovane Seriozha faceva il servizio militare come carrista ed era anche maestro di pugilato.
Tutti i post a proposito di Seriozha si trovano qui
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Grazie a tutti quelli che ci aiutano! Se volete inviare i soldi per aiutare Seriozha, specificate nella nota “Kutsenko”

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