La gioia di aiutare

-Dunja, ti abbiamo portato una pacchetto per Olia, c’è una lettera dentro.A casa nostra tutto è sottosopra: sacchi dei vestiti, montagne di pannolini fino al soffitto, scatole di latte artificiale, omogeneizzati. Sedie a rotelle, passeggini.

In fretta ho messo da parte il pacchetto, senza capire per bene a chi è destinata. E più tardi l’ho aperto e ho letto la lettera.

Olia è una bambina che vive in un rifugio di Pervomajsk. Ha 9 anni e scrive delle poesie sulla guerra e sulla sua vita nella città assediata. Ci ha regalato il quaderno dove scriveva e ci ha permesso a pubblicare i suoi lavori.


La scatola è piena di dolci – caramelle, cacao, cioccolato. C’è anche un quaderno e una penna – l’attrezzatura del poeta. Più la lettera.

Darja che ha portato il pacco lavora nel museo Lev Tolstoj. È stato il museo a raccogliere i regali per la bambina.

– È tutto quello che siamo riusciti a raccogliere. Abbiamo saputo troppo tardi e voi già state per partire…

Darja ha scritto a Olia come a un vero poeta. Capite? È stato un messaggio a uno scrittore, a una collega.

La leggevo e il mio sorriso diventava sempre più largo.

Alla lettera ha allegato i racconti del suo figlio di dieci anni, Ivan.

– Magari Olia gli scriverà una lettera? Lui scrive e ha già delle pubblicazioni. Magari potranno scambiare delle lettere.


Al rifugio dove vive Olia noi andavamo sotto la pioggia, ma lei non c’era e siamo andati per le vie a cercarla. Finalmente l’abbiamo vista – una bambina piccola e bella, sorridente, con una grossa borsa sportiva.

– Olia, questo è per te, una regalo da Mosca, dal museo Lev Tolstoj. Tu sai chi era Tolstoj?

Abbassa gli occhi, intimidita.

– Non lo so.

– Era una grande scrittore russo. Uno dei più grandi. Questo pacco è arrivato da Mosca specialmente per te. Lì hanno letto le tue poesie. E ti hanno scritto una lettera.

Olia era perplessa, ma il sorriso non le andava via.

Le abbiamo raccontato del museo, di Darja e del suo figlio Ivan. Stavamo sotto la pioggia e ridevamo. Lei stringeva il suo pacco come un pregio sacro.

Le storie come questa, alle quali ho contribuito, mi rendono molto felice. Sapete che gioia è aiutare gli altri?

Ovviamente a tutti i bambini del rifugio abbiamo portato dei regali – giochi e dolci.

La bambina a sinistra, nella foto sotto, si chiama Cristina. Recentemente le è stata diagnosticata una forma difficile di diabete e lei vive a Lugansk. Negli ultimi 7 mesi i suoi genitori hanno ricevuto come stipendio solo 1000 hrivne (meno di 40 euro – NdT). Lei riceve l’insulina, ma nel resto del Donbass ci sono tanti problemi. Ha bisogno delle strisce reattive per misurare la glicemia.

Dopo che ho pubblicato un post su Cristina, ho ricevuto tantissimi aiuti – una scatola piena di glucometri e penne per il trattamento del diabete, una scatola di aghi, un pacco di strisce reattive di diversi marchi, l’insulina. Abbiamo dato alla bambina tutto ciò di cui aveva bisogno.

Anche quello che è rimasto lo daremo a chi ne ha bisogno. Ci siamo messi in contatto con l’associazione dei diabetici a Lugansk e abbiamo richiesto una lista delle persone più bisognose. Non abbiamo intenzione di dare le medicine a tutti, ma le vogliamo distribuire tra quelli che hanno la situazione più grave. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta. Avete aiutato tante persone. Non smetto di ripetere – quanta felicità aiutare gli altri!


10-11 aprile 2015


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