È un obice, non è un grad

– Il 15 inizierà di nuovo. Questo è così, una vacanza…

Rostik butta la sigaretta per terra.

– Dammene, per favore, una, solo che i miei non la vedano…

A Pervomajsk ho sempre tanta voglia di fumare. Mi nascondo come una ragazzina, le dita tremano. La “tregua” qui è una parola vuota. Nessuno ci crede. Non ci credo neanche io.

foto 1

In città è arrivata la primavera. Il sole scalda, le ragazze camminano per le vie con i passeggini, la gente va a spasso. L’aria non si muove, non si sente nulla. Io sobbalzo con qualsiasi rumore strano, ma non sono i missili in arrivo.

Negli occhi delle persone non c’è tranquillità. Si legge solo una spaventosa ed opprimente comprensione che tutto ciò sarà per lungo tempo.

– Andiamo nella scuola che è stata recentemente bombardata. Graham Philips l’ha filmata a febbraio.

Siamo stati già lì, abbiamo portato l’aiuto umanitario.

 

foto 2

In mezzo alla classe, proprio dove c’era appesa la lavagna, c’è un buco, chiuso con dei mattoni.

– È un obice, non è un grad…

Dalla finestra si vede una scritta fatta sull’asfalto del cortile con gessetto: “Diplomati 2013. Come volano gli anni. Ci manchi, nostra classe”.

Ove sono adesso questi ragazzi? Sono tutti vivi?

foto 3

Quasi tutte le finestre della scuola sono rotte. Dappertutto ci sono dei libri, manuali, vetri.

Un mappamondo bucato…

E poi la cosa che impressiona più di tutto sono i corridoi e le classi vuoti in mezzo l’anno scolastico…

Le mie lacrime sono tutte esaurite, non è rimasto quasi niente. Sono finite tempo fa, ancora nella vita precedente.

Quando ero una bambina in un rifugio sotterraneo e scrivevo delle poesie.

Quando stavo preparando una zuppa e accanto si esplodevano i missili.

 

foto 4

Presso la scuola funziona una mensa sociale, dove vengono a mangiare le persone bisognose. È proprio questa mensa che è stata filmata dal giornalista inglese.

La signora che piange nel video ha saputo della morte del proprio marito due ore prima. Ha due figli.

Il bombardamento si può vedere dal minuto 1.30. Il video è stato fatto qualche giorno prima del nostro viaggio precedente:

https://www.youtube.com/watch?v=yVtPA1a5hcY&feature=player_embedded

Queste signore lavorano in una mensa sociale che dà da mangiare alle persone.

In città la maggior parte mangia così. Le mense non hanno mai smesso di funzionare. Anche nei giorni più duri, quando faceva paura uscire fuori e dei missili si esplodevano in continuazione, loro rimanevano ai loro posti e continuavano a cucinare. Ecco come sono le nostre donne. Le mense in totale sono nove e lì lavorano una cinquantina di persone. Donne, ragazze, ragazzine, nonne…

Un giorno sono state colpite 4 (!) mense. Sembra che sia stato fatto apposta.

 

foto 5

L’ospedale N. 2 è stato colpito direttamente 5 volte, uno dei colpi è arrivato nel reparto pediatrico.

L’ospedale n. 1 non c’è più, è stato completamente distrutto. È rimasto solo un rifugio dove vivono delle persone.

Il centro di nascita è stato colpito tre volte. Il primo missile è arrivato di sera, alle 22. Di mattina hanno iniziato a riparare e ne è arrivato un altro.

Bombardavano le mense. Una di queste è rimasta intatta, perché il missile non l’ha raggiunta – ha colpito due piani superiori dell’edificio dove si trova la mensa.

La scuola migliore della città, la numero 6, è stata bombardata quattro (!) volte. Non sarà più possibile ricostruirla.

Le scuole numero 1 e 2 sono state colpite tre volte, sono danneggiate di meno. La scuola sulle foto di sopra è quella numero 1.

Il centro di assistenza sociale è stato bombardato 4 volte – 8 colpi diretti. La scuola professionale n. 31, l’istituto tecnico n. 74 e n. 39, l’asilo “Alen’kij tsvetochek” sono distrutti. La scuola infermieri è stata colpita 2 volte. Nel palasport “Junost'” il tetto è stato forato tre volte.

La prima volta è stato colpito a settembre, i lavori di riparazione sono durati fino a dicembre. Il secondo colpo è arrivato appena finiti i lavori. Sembra che qualcuno aspettasse quel momento. Sembra o no?

L’asilo per bambini disabili è distrutto.

Hanno impiegato molto tempo per riparare il pronto soccorso. Appena finiti i lavori è arrivato un altro missile.

L’ufficio postale è stato bombardato 2 volte. Con dei colpi diretti.

4 centrali termiche sono state danneggiate, una di loro non è più ricostruibile.

La stazione sanitaria è distrutta.

Lo stabilimento “Burtsekh” che rappresenta la risorsa economica di tutta la città è distrutto.

La stazione di distribuzione del gas che sta fuori città, in mezzo a un campo, è stata completamente distrutta dal fuoco. Accanto e vicino non c’è niente.

In città quasi tutti gli edifici sono stati colpiti.

300 case hanno subito dei danni molto gravi, come ad esempio questa nella foto:

foto 6

Le mie lacrime sono esaurite, non ci sono quasi per niente, Sono finite da un pezzo, ancora nella vita precedente.

Quando ero una bambina in un rifugio sotterraneo e scrivevo le poesie.

Quando stavo preparando la zuppa e accanto esplodevano i missili.

14 marzo 2015


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