L’aiuto umanitario per Pervomajsk

A lungo stavo a pensare – cosa posso scrivere nel rendiconto sui soldi raccolti e su tutto ciò che è diventato l’aiuto umanitario per Pervomajsk lo scorso fine settimana?Sinceramente, dopo che ho pubblicato il post – dai, facciamolo tutto da soli, – ero perplessa. Perché non immaginavo proprio che cosa bisognava fare. Che cosa portare? Come portare? Chi porterà? Insomma, cosa fare? E come? Solo il silenzio risuonava. Già ero disperata. Perché ho fatto questa decisione?

E poi mi ha scritto Sasha:

– Dunia, noleggio una macchina, andiamo e portiamo.

L’ha fatto così facilmente senza fare domande, senza spaventi. Non l’ho mai visto nella mia vita. Lo conosco solo virtualmente. E lui semplicemente mi ha fatto questa proposta.

– Facciamo?

– Si!

E non importava più quanto e che cosa avessimo raccolto. Anche se sarà solo quello che riusciremo a comprare noi due. Lo porteremo. Anche se aiuteremo solo tre persone, sarà una cosa giusta.

E poi è comparso Liosha – Dunia, uniamo le forze? Ho degli amici che ci aiuteranno. E poi hanno iniziato a scrivere anche i miei amici e tutto si è messo in movimento. Già due giorni prima della partenza mi bombardavano con dei messaggi le persone che non mi conoscevano affatto. Mi offrivano assistenza, davano i numeri di telefono necessari, mettevano in contatto con le persone, facevano i bonifici, potavano i soldi in persona.

Di notte venivano a portare delle borse piene di pasta e carne in scatola. Di giorno mi rintracciavano nella metropolitana con i pacchi pieni di pappe e traverse per neonati.

La mamma riceveva gli alimentari, il nostro appartamento è diventato un magazzino.


In meno di cinque giorni abbiamo raccolto circa 100 mila rubli.

Con questi fondi abbiamo comprato degli alimentari e prodotti igienici necessari. Una parte dei soldi è stata spesa per la benzina. Purtroppo, non riesco a trovare lo scontrino. Ma credetemi, Sasha ha speso in proprio molto di più per la benzina e il noleggio della macchina.


Ho ricevuto i soldi dalla Francia e dall’Italia. Da Mariupol e Rostov. Anche qualche bonifico da Kiev, fatto che apprezzo particolarmente.

– Dunia, abbiamo delle posizioni diverse, naturalmente, ma è una causa giusta. Bisogna aiutare le persone.

Sveta, la mia amica, andava con me all’Auchan, imballava fasce di garza e assorbenti. Si è alzata alle sei di mattina per aiutare a caricare tutto nella macchina.


Sasha stoicamente guidava la macchina da Mosca a Lugansk e indietro. Ovviamente, con l’accompagnamento delle mie chiacchiere infinite, però.

Sasha, Sasha. Dopo che abbiamo dato il passaggio a una bambina di 6 anni con la sua mamma che sono rimaste senza tetto, io piangevo nella macchina e lei cercava di consolarmi. E poi ha detto semplicemente:

– Se c’è bisogno, andiamo ancora.


E poi c’erano tutti quelli che portavano il cibo, telefonavano, scrivevano.

Ragazzi, grazie!

E poi la cosa più importante – Zhenya e Lena. Questi due di notte ci aspettavano insieme al comandante alla frontiera. Ci accompagnavano dappertutto – all’aeroporto, per i villaggi distrutti. Abbiamo scaricato tutto e partiti di nuovo per Mosca. A loro invece toccava la parte più difficile.

Un inchino a voi. Un inchino profondissimo.


Sono andati sulla linea del fronte. A Pervomajsk, dove già da sei mesi non arrivano aiuti.

Alla città dove sparano continuamente, persino durante la tregua. E prima della tregua qui c’era un bombardamento continuo di artiglieria pesante. La gente nemmeno usciva dai sotterranei. Il 70% degli edifici è stato ridotto in rovine.

Mi dispiace tantissimo che non ero con loro.


Subito è comparso il problema con la distribuzione del cibo. Perché a dare in maniera mirata, a molti non basterà. Quindi abbiamo deciso di distribuire il cibo tra mense sociali. Le mense sono gratuite.

Le ragazze nelle foto non sono delle bambine qualsiasi, sono cuoche e lavapiatti professionali. Lavorano insieme agli adulti.

Zhenya ha scritto di sera: “Immagina, quando abbiamo iniziato a scaricare gli alimentari, il primo era miglio. Le ragazze-cuoche hanno strillato di gioia: “Wow! Facciamo della zuppa!” E poi quando hanno visto l’olio… non parlo già del latte condensato e della carne in scatola, era uno stupore.”


“Gli occhi erano pieni di FELICITÀ. E sai, sono così LIETI che abbiamo portato la roba per la gente… E quando hanno saputo che tutto è stato raccolto non da un’organizzazione, ma dalle persone, c’era un regno di lacrime.”

Lo capite?

Con le lacrime negli occhi (video da 1.01 minuti)

Non piangere!

https://m.youtube.com/watch?v=p6kYQMObt_c

Siccome a parte del cibo avevamo anche tanta roba per bambini, i ragazzi distribuivano i regali in maniera mirata.

Sinceramente, la trovo molto imbarazzante quella cartella “Grazie Dunia”.

Ma Zhenya e Lena hanno deciso che così sarà più chiaro che l’aiuto è arrivato al destinatario.

Nella foto sono i bambini che vivono nella cantina (l’ultima foto del post). Il numero totale di abitanti in quel luogo ammonta a 30 persone.

Tutti i prodotti per i neonati li abbiamo distribuiti tra le mamme.


Molte persone a Pervomajsk vivono così – nelle cantine, in gruppi.


In realtà, Zhenya ha fatto tantissime foto.

La cosa più importante che vorrei dire è che la gente continua a scrivere offrendo l’aiuto.

E noi andiamo di nuovo questo fine settimana! Abbiamo raccolto un altro furgone di alimentari, prodotti e vestiti per bambini.

Probabilmente ci saranno ancora!


25 dicembre 2014